come papà

Non vi sembra di sentire uno di quei bimbi che dicono “io da grande faccio come mio papà”? Questo papà simpatico che si porta il figlio al lavoro e gli mostra tutti i segreti del mestiere. E il figlio che, a occhi spalancati e bocca aperta, impara, impara tutto e imita. Il Figlio da se stesso non può fare nulla, se non ciò che vede fare dal Padre; quello che egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modo. Il Padre infatti ama il Figlio e gli mostra tutto ciò che fa. E viene da domandare a questo bimbo: “dimmi, cosa fa il papà di bello?”. E lui candidamente ti risponde che suo Padre risuscita i morti e da la vita e non giudica nessuno. E poi, con una punta di fierezza negli occhi, il bimbo aggiunge che il Padre ha dato al Figlio il potere di giudicare. Giudicare? Essere giudicati è bruttissimo! Sì, è una delle cose più faticose cui veniamo sottoposti. A meno che…a meno che il giudice sia Gesù, che fa solo quello che vede fare dal Padre il quale non giudica nessuno ed è sempre buono e tenero con tutti (salmo 145).

 

Gv 5, 17-30

 

Per chi vuole approfondire. Al versetto 29 leggiamo che quanti fecero il bene usciranno dai sepolcri per una risurrezione di vita, quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. Ho trovato però una traduzione differente e più fedele al greco (di Silvano Fausti) dove leggo così: quanti fecero il bene (usciranno) per una risurrezione di vita, quanti fecero cose cattive per una risurrezione di giudizio (ànastasis krìseos). Determinante è la differenza tra risurrezione “di condanna” e risurrezione “di giudizio”. Un conto infatti è dire che saranno condannati, altro e ben diverso è dire che saranno giudicati. Coloro che hanno fatto cose cattive dovranno sostenere la fatica e la pena di passarle al giudizio del Figlio. E dal testo di oggi (e da tutti i Vangeli) si deduce che il giudizio del Figlio è come quello del Padre, cioè un giudizio di misericordia. Cioè un giudizio “rieducativo”, che induce chi ha commesso cose cattive a prenderne le distanze e riconoscerle come azioni non autenticamente umane.

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