
da DILI, TIMOR EST Si chiamava “levirato” ed era la regola secondo cui, alla morte di un uomo, il fratello aveva diritto/dovere di prenderla in moglie. Questi che interpellano Gesù ne fanno una barzelletta e forse anche noi, perché ci sfugge il senso della norma. Si trattava di una vedova, probabilmente con figli, che necessitava di sostentamento. Da sola non ce l’avrebbe fatta. In Italia il “levirato” è stato superato da tempo con la reversibilità della pensione e altri interventi statali. Ma l’idea è la stessa: farsi carico di chi non ha mezzi. Qui lo Stato non provvede ancora. Sono le famiglie, i parenti, a provvedere. Se possono e se vogliono. Vi è poi un’altra piaga dilagante, simile ma opposta alla vedovanza. Parlo delle ragazze madri, i cui bambini vengono spesso affidati ai giovani nonni. Penso alle madri che emigrano, lasciando i figli alla cura dei parenti. Penso a quante ferite avranno in cuore, da adulti, questi bimbi privati dell’amore genitoriale. Penso a quanto è urgente rompere i tabù e parlare, istruire, non limitarsi a dire che la castità è ordine divino e i figli un dono del cielo. Certamente è vero, ma è pur vero che la realtà produce migliaia di “orfani bianchi”, bimbi con i genitori ma di fatto privi di figure genitoriali stabili.
Mc 12,18-27 vennero da Gesù alcuni sadducei – i quali dicono che non c’è risurrezione – e lo interrogavano dicendo: «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che, se muore il fratello di qualcuno e lascia la moglie senza figli, suo fratello prenda la moglie e dia una discendenza al proprio fratello. C’erano sette fratelli: il primo prese moglie, morì e non lasciò discendenza. Allora la prese il secondo e morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, e nessuno dei sette lasciò discendenza. Alla fine, dopo tutti, morì anche la donna. Alla risurrezione, quando risorgeranno, di quale di loro sarà moglie? Poiché tutti e sette l’hanno avuta in moglie».
Rispose loro Gesù: «Non è forse per questo che siete in errore, perché non conoscete le Scritture né la potenza di Dio? Quando risorgeranno dai morti, infatti, non prenderanno né moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. Riguardo al fatto che i morti risorgono, non avete letto nel libro di Mosè, nel racconto del roveto, come Dio gli parlò dicendo: “Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e il Dio di Giacobbe”? Non è Dio dei morti, ma dei viventi! Voi siete in grave errore».











