
Non si tratta di capire la lezione, di comprendere la parola come se fosse un qualcosa da memorizzare. La parola è una parola che ti dice seguimi, è una parola che va eseguita. Vi è dunque chi ascolta e comprende e chi ascolta e non comprende e vive come se il messaggio di Gesù non esistesse. Tra questi due estremi vi sono molte sfumature, che probabilmente sono le nostre. Di noi che comprendiamo ma poi dimentichiamo, di noi che comprendiamo ma poi ci preoccupiamo di altre cose. Di noi che ascoltiamo la parola, la apprezziamo, ce ne compiacciamo, ma ci dimentichiamo che colui che parla è vivo. Gesù è vivo, lo crediamo?
Mt 13,18-23 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».








