
da Dili, Timor Leste La barca di Simone diventa una cattedra da cui insegnare e le reti un altare dove distribuire l’abbondanza di Dio. Non nel tempio, non nei luoghi diversi, ma nella vita reale si rende presente Dio. Ed è l’abbondanza che sconvolge Simone, non la carenza. A quella siamo abituati: abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla. Siamo peccatori, ovvio che Dio si allontani da noi e tutto vada male. La bellezza, la gratuità, ci sconvolge, l’amore ci fa gettare in ginocchio invasi di stupore. Ma Gesù incalza: Non temere, non è tutto qui, d’ora in poi sarai pescatore di uomini. Imparerai anche tu a fare lo stesso. Ma prima devi accorgerti di quanto amore ti circondo. Chiedi occhi per vedere e orecchi per udire. Sarà quando ti sentirai infinitamente amato, indipendentemente da quello che fai, che riuscirai ad amare infinitamente indipendentemente da quello che ricevi.
Lc5,1-11 mentre la folla gli faceva ressa attorno per ascoltare la parola di Dio, Gesù, stando presso il lago di Gennèsaret, vide due barche accostate alla sponda. I pescatori erano scesi e lavavano le reti. Salì in una barca, che era di Simone, e lo pregò di scostarsi un poco da. Sedette e insegnava alle folle dalla barca.
Quando ebbe finito di parlare, disse a Simone: «Prendi il largo e gettate le vostre reti per la pesca». Simone rispose: «Maestro, abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla; ma sulla tua parola getterò le reti». Fecero così e presero una quantità enorme di pesci e le loro reti quasi si rompevano. Allora fecero cenno ai compagni dell’altra barca, che venissero ad aiutarli. Essi vennero e riempirono tutte e due le barche fino a farle quasi affondare.
Al vedere questo, Simon Pietro si gettò alle ginocchia di Gesù, dicendo: «Signore, allontànati da me, perché sono un peccatore». Lo stupore infatti aveva invaso lui e tutti quelli che erano con lui, per la pesca che avevano fatto; così pure Giacomo e Giovanni, figli di Zebedèo, che erano soci di Simone. Gesù disse a Simone: «Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini».
E, tirate le barche a terra, lasciarono tutto e lo seguirono.
L’ultima lettera pastorale di Carlo Maria Martini si ispirava a questa pagina di Vangelo così come la sua prima omelia nel Duomo di Milano.









