
da DILI, TIMOR EST Ieri questa giovane insegnante, durante la pausa, mi ha chiesto quale fosse il mio libro della Bibbia preferito. Ripresomi dallo stupore (in Europa non mi è mai stato chiesto nulla di simile, tantomeno da una ventiquattrenne) le ho subito risposto. Sono molto appassionato dei libri sapienziali, mentre altri li trovo veramente noiosi. Ad esempio il Levitico, pieno di regole e regolette ormai superate. Detto fatto. Leggendo il vangelo di oggi ho dovuto ricredermi. Il comandamento Amerai il prossimo tuo come te stesso è scritto nella Legge di Dio, libro del Levitico 19,18. Eh sì, proprio così. Siamo cresciuti convinti che ama il prossimo tuo come te stesso sia il comando nuovo di Gesù, mentre è il comando del Padre suo. Dunque dove sta dunque la novità di Gesù? Nell’ultima cena dirà Vi do un comando nuovo: amatevi come io vi ho amato. Gli evangelisti insomma ci propongono la vita stessa di Gesù come l’unica interpretazione autentica della Legge che il Maestro non è venuto ad abolire ma a compiere. Se vogliamo sapere cosa significa amare il prossimo come noi stessi, dobbiamo guardare a Gesù di Nazareth. Diventare come lui. Per questo dobbiamo assumere familiarità con la sua storia, la sua figura, le sue parole.
Mc 12,28-34 Si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?».
Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi».
Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici».
Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.









