
da DILI, TIMOR EST Potremmo chiamarla la parabola dell’occasione persa, della ricchezza ignorata. Non solo, è il racconto della strana dinamica che scatta quando non solo si perde l’opportunità, ma pure ci si infastidisce con chi ce la offre. Non tutti infatti vogliono fare salti in avanti nella vita e, se lo fanno, vogliono poter dire d’averli fatti senza l’aiuto di nessuno. Il padrone era giusto, voleva solo ritirare la sua parte. Loro invece volevano tutto e non volevano lui. Fuor di parabola, è ciò che accade ad una religione quando cessa di ascoltare davvero Dio. Gli si fa dire quello che ci piace e non si ascolta ciò che vuole davvero. Religione sì ma Dio no. Basta guardare il telegiornale.
Mc 12,1-12 Gesù si mise a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti, agli scribi e agli anziani]:
«Un uomo piantò una vigna, la circondò con una siepe, scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano.
Al momento opportuno mandò un servo dai contadini a ritirare da loro la sua parte del raccolto della vigna. Ma essi lo presero, lo bastonarono e lo mandarono via a mani vuote. Mandò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo insultarono. Ne mandò un altro, e questo lo uccisero; poi molti altri: alcuni li bastonarono, altri li uccisero.
Ne aveva ancora uno, un figlio amato; lo inviò loro per ultimo, dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma quei contadini dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e l’eredità sarà nostra”. Lo presero, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna.
Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e farà morire i contadini e darà la vigna ad altri. Non avete letto questa Scrittura: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”?».
E cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. Lo lasciarono e se ne andarono.
Il mio rientro in Italia è previsto per la prima settimana di giugno. Volentieri incontro chi lo desidera. Gruppi piccoli o grandi, caffè o conferenze, tutto è ben accetto. Fate voi il primo passo proponendo una data così organizzo la mia agenda. A presto!











