
da DILI TIMOR EST Lo dicevamo ieri e lo sa perfino il diavolo che dividersi non va mai bene. Se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? osserva Gesù. Magari Satana fosse diviso! Magari fosse possibile approfittare delle sue lotte interne per mettere un diavolo contro l’altro. Eppure non succede. È curioso, sembra che il male unisca più facilmente. Chi ha un progetto di bene invece, sarà tentato dal divisore. Le opere di misericordia infatti non ricevono quasi mai immediata ricompensa e lo scoraggiamento è sempre in agguato. Occorre tenacia, occorre rimotivarsi costantemente attingendo al pozzo profondo del cuore, di cui parlavamo domenica. D’altra parte, se satana si preoccupa e ci tenta è perché ci teme. È dunque difficile sempre, in tutti i contesti, nel benessere europeo e nella miseria che c’è qui. Vedo che la povertà è un ottimo terreno per ogni tipo degenerazione. Invidie, depressioni, violenze e abrutimenti tra le pareti di casa… Innestare germogli di istruzione, gratuità, volontariato, educazione, non può che portare qualche cruccio al principe di ogni bruttezza. Ma se raccogliamo con Gesù, non ci disperderemo e nessuno fermerà la corsa del vangelo.
Lc 11,14-23 Gesù stava scacciando un demonio che era muto. Uscito il demonio, il muto cominciò a parlare e le folle furono prese da stupore. Ma alcuni dissero: «È per mezzo di Beelzebùl, capo dei demòni, che egli scaccia i demòni». Altri poi, per metterlo alla prova, gli domandavano un segno dal cielo.
Egli, conoscendo le loro intenzioni, disse: «Ogni regno diviso in se stesso va in rovina e una casa cade sull’altra. Ora, se anche satana è diviso in se stesso, come potrà stare in piedi il suo regno? Voi dite che io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl. Ma se io scaccio i demòni per mezzo di Beelzebùl, i vostri figli per mezzo di chi li scacciano? Per questo saranno loro i vostri giudici. Se invece io scaccio i demòni con il dito di Dio, allora è giunto a voi il regno di Dio.
Quando un uomo forte, bene armato, fa la guardia al suo palazzo, ciò che possiede è al sicuro. Ma se arriva uno più forte di lui e lo vince, gli strappa via le armi nelle quali confidava e ne spartisce il bottino.
Chi non è con me è contro di me, e chi non raccoglie con me, disperde».
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