
da DILI, TIMOR EST Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo, dicono a Paolo alcuni discepoli efesini. Siamo un po’ tutti di Efeso. Sappiamo che lo Spirito Santo esiste ed è la terza persona della SS. Trinità. Detto questo non sappiamo aggiungere altro, forse perché non abbiamo mai fatto esperienza di Spirito Santo. Come dicevamo qualche giorno fa, la nostra è una preghiera da mendicanti, da gente che supplica sperando che Dio le rivolga una briciola d’attenzione. È una richiesta a Dio, non in Dio. Il discepolo di Gesù prega nello Spirito, con lo Spirito. Per questo la sua non è tanto una preghiera di richiesta impotente ma una preghiera di comando nel nome di Gesù, guidata dallo Spirito che ci attraversa l’anima come un fiume in piena. Nel mio nome scacceranno i demòni, parleranno lingue nuove, prenderanno in mano i serpenti e, se berranno qualche veleno, non recherà loro danno, imporranno le mani ai malati e questi guariranno. (Mc 16)
Domenica prossima, 24 maggio, sarà Pentecoste. Prepariamoci.
Atti 19,1-8 Mentre Apollo era a Corìnto, Paolo, attraversate le regioni dell’altopiano, scese a Èfeso.
Qui trovò alcuni discepoli e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù».
Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. Erano in tutto circa dodici uomini.
Entrato poi nella sinagoga, vi poté parlare liberamente per tre mesi, discutendo e cercando di persuadere gli ascoltatori di ciò che riguarda il regno di Dio.








