
da Dili, Timor Est Anche noi tante volte non sappiamo cosa pensare ascoltando gli avvenimenti del mondo. Guerre, distruzioni, difficoltà di relazione e incomprensioni tra persone che si amano: non sappiamo che cosa pensare. Giovanni l’ho fatto decapitare io, diceva Erode. Lo diceva come niente fosse, ma chissà quante altre volte nella vita l’avrebbe ripetuto con un forte rimorso in cuore. L’ho fatto decapitare proprio io. Non sappiamo cosa pensare degli avvenimenti, ma sappiamo cosa pensare di noi stessi. Siamo sempre pronti ad autocommiserarci, a fare l’elenco delle stupidaggini commesse, delle scelte che non ripeteremmo. Non cadiamo nell’autocommiserazione perché non c’entra nulla con il pentimento profondo che invece ci rasserena e ci fa sentire abbracciati dal Signore. L’autocommiserazione invece ci piega su noi stessi come Erode che cercava di vedere Gesù ma non gli riusciva.
Lc 9,7-9 il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.








