
Perché angosciati mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio? E le cose del Padre mio siete voi. Devo occuparmi di voi, non voi di me. Sono io che cerco voi, perché dunque mi cercavate? Lui sa sempre dove siamo, in che situazione ci troviamo, quali angosce ci tolgono il sonno. Noi cerchiamo di tutto, ovunque, cerchiamo chiunque ci possa rallegrare la vita e calmare le ansie delle corse. A volte cerchiamo Dio, sperando di trovarlo, supplicandolo di rendersi presente. Lo cerchiamo e lo troviamo nel tempio a fare domande inquietando le menti e le coscienze. A questo serve il tempio, se funziona, serve a farsi domande non ad addormentare il cuore come un oppio dei popoli. Perché mi cerchi – ci chiede – non sai che sono io a occuparmi di te? Se invece di correre agitato ti fermassi, ti raggiungerei più facilmente.
Cuore immacolato di Maria LC 2,41-51 i genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.









