Ogni giorno

Fateci caso, se ci andate. Tutte le preghiere della Messa sono rivolte a Dio Padre. “O Padre” – dice il prete – e sempre conclude “per Cristo nostro Signore”. Quel “per” è latino e significa “attraverso, nel nome di, in accordo con”. Ciò perché Gesù disse: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. È anche un buon modo per non chiedere a Dio sciocchezze. Quando preghiamo e chiediamo, domandiamoci se Gesù se la sentirebbe di pregare con le nostre parole. Per rispondere bisogna conoscerlo. Per conoscerlo almeno un po’, occorre seminare continuamente il cuore con le sue parole. Finché il campo s’infittisce.

Disse Gesù ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se chiederete qualche cosa al Padre nel mio nome, egli ve la darà. Finora non avete chiesto nulla nel mio nome. Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena. Queste cose ve le ho dette in modo velato, ma viene l’ora in cui non vi parlerò più in modo velato e apertamente vi parlerò del Padre. In quel giorno chiederete nel mio nome e non vi dico che pregherò il Padre per voi: il Padre stesso infatti vi ama, perché voi avete amato me e avete creduto che io sono uscito da Dio. Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo; ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre». http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+16%2C23-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non tacere

Anche a noi che non siamo appassionati di cerimoniali, fa un certo effetto trovarci in una cattedrale. Effetto ancora più grande lo fanno i bambini quando sono solenni. Solenni e soli. Ad aprire ogni processione vi è sempre un bimbo solo, che porta la sua croce. Sono soli, i bimbi, nella fede. Non è più cosa di famiglia. Soffocàti da mille aspettative su tutti i fronti, sportivi, scolastici, amorosi, estetici, nella fede sono soli. Non ci si aspetta che credano, che facciano un segno di croce prima di mangiare, che dicano le preghiere. Li si lascia soli in questo. Loro però ne hanno bisogno, vogliono credere, cercano Dio. Se dunque ne hai la possibilità, non aver paura; continua a parlare e non tacere. Educa a Dio, parla del vangelo ai tuoi piccoli, ai tuoi giovani. In queste città, un popolo numeroso attende di sapere del Maestro di Nazareth. Non avere paura, non tacere.

Mentre Paolo era a Corìnto, una notte, in visione, il Signore gli disse: «Non aver paura; continua a parlare e non tacere, perché io sono con te e nessuno cercherà di farti del male: in questa città io ho un popolo numeroso». Così Paolo si fermò un anno e mezzo, e insegnava fra loro la parola di Dio. Mentre Gallione era proconsole dell’Acàia, i Giudei insorsero unanimi contro Paolo e lo condussero davanti al tribunale dicendo: «Costui persuade la gente a rendere culto a Dio in modo contrario alla Legge». Paolo stava per rispondere, ma Gallione disse ai Giudei: «Se si trattasse di un delitto o di un misfatto, io vi ascolterei, o Giudei, come è giusto. Ma se sono questioni di parole o di nomi o della vostra Legge, vedetevela voi: io non voglio essere giudice di queste faccende». E li fece cacciare dal tribunale.  http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+18%2C9-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Anche nel buio

È vero, è proprio così. Ogni giorno. Certo, lui lo disse prima della sua morte, riferendosi alla sua resurrezione: Fra poco non mi vedrete più; poi, dopo un po’, mi rivedrete. Noi sentiamo vere queste parole ad ogni istante. Lo vediamo, lo sentiamo presente, ci ricordiamo di lui. Dopo poco è già sparito negli abissi della nostra stanchezza, nella cecità del nostro egocentrismo. Lui è là, davanti a noi, e cammina sull’acqua. Noi remiamo in barca, al buio, contro le onde. Quando la prua s’abbassa, lo vediamo. Appena l’onda ci spinge in alto, è tutto buio. Va e viene, la sua immagine, e pare che giochi a nascondersi. Ma siamo noi a fare le onde e scatenare le tempeste che poi ci impediscono di vederlo. Non importa, forse è così che deve andare. I naviganti sanno che il faro, da terra, lampeggia proprio per essere distinto nella notte.

Gv 16,16-20 Gesù disse ai suoi discepoli: ‘Fra poco non mi vedrete più; poi, dopo un po’, mi rivedrete’. Alcuni dei discepoli commentarono tra di loro: ‘Che cosa significa: fra poco non mi vedrete, ma poi, dopo un po’, mi rivedrete? E che cosa vuol dire: ritorno al Padre?’. Dicevano anche: ‘Che cosa vuol dire: fra poco? Non riusciamo a capire’.
Gesù comprese che volevano domandargli spiegazioni e disse: ‘Discutete fra di voi perché ho detto: fra poco non mi vedrete, ma poi, dopo un po’, mi rivedrete? Ebbene, io vi assicuro che voi piangerete e vi lamenterete, il mondo invece farà festa. Voi vi rattristerete, ma poi la vostra tristezza diventerà gioia. http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+16%2C16-20&Cerca=Cerca&Versione_TILC=2&VersettoOn=1

Molto da dirvi

Li teniamo tutti, non li buttiamo, gli elenchi, i catechismi, le formule di devozione, i dogmi, le definizioni e persino il diritto canonico. Teniamo tutto. Ci serve, come il molo serve al navigante per partire. Se lo confondesse con la nave, sarebbe tragicamente comico. Gesù stesso – gli evangelisti con lui – non ha voluto chiudere ed esaurire il discorso. Ho ancora da dirvi molto, ma ve lo dirà lo Spirito. Vi parlerà, vi guiderà, vi annuncerà, completerà in voi la formazione. Ogni giorno capire, ogni giorno crescere. Ciascuno di noi ha il suo cammino di crescita nella comprensione del messaggio di Gesù. Ciascuno di noi ma pure la Chiesa come gruppo, come istituzione. Sempre avanti, con in tasca il vangelo, non la verità. Quella, la verità, è la meta.

Disse Gesù ai suoi discepoli:
«Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso.
Quando verrà lui, lo Spirito della verità, vi guiderà a tutta la verità, perché non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò che avrà udito e vi annuncerà le cose future. Egli mi glorificherà, perché prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà. Tutto quello che il Padre possiede è mio; per questo ho detto che prenderà da quel che è mio e ve lo annuncerà». http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+16%2C12-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Card Zuppi alla CEI https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2022-05/il-cardinale-zuppi-e-il-nuovo-presidente-dei-vescovi-italiani.html

Respiro

È difficile da credere e più ancora da praticare. Lo si impara a caro prezzo per noi e per gli altri, soprattutto quelli che più amiamo. Vi è una distanza sana, necessaria, che è bene tenere nelle nostre relazioni, anche le più intime e vitali. È quello spazio tra noi e gli altri che consente il respiro, che nel vangelo si scrive pneuma, Spirito. Gesù stesso prese distanza dai suoi: se non me ne vado, non verrà a voi lo Spirito. Nascere e morire, mangiare e dormire, e pensare, pregare, scegliere. Nessuno può farlo al posto nostro né noi possiamo sostituirci ad altri, per difficile che sia vederli soffrire o sbagliare. È lo spazio sacro in cui lasciamo che sia Dio ad agire, a ispirare, a sostenere e aiutare (paraclito). Lo Spirito va invocato, questo sì, su di noi e sugli altri. Poi va lasciato agire.

Disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato». http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+16%2C5-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Mai contro

Se avesse semplicemente fondato una nuova religione, non avrebbe annunciato l’arrivo, dopo di lui, di uno Spirito della verità. Si sarebbe preoccupato di definire dottrina e gerarchia, si sarebbe assicurato l’immutabilità delle sue parole. Invece non scrisse nulla, se non nei cuori dei suoi. Non bloccò nessuno, se non col sigillo dello Spirito che è, semmai, garanzia di continuo mutamento per adattare il messaggio evangelico ai tempi correnti. Stette con loro in modo tale che il solo ricordo avrebbe dato loro forza di non scoraggiarsi e perseverare. Avevano vissuto con lui tanti e tali momenti che la loro fiducia nel suo amore era totale. Fortunato chi, sin dal principio della sua vita, è stato colmato di esperienze belle e positive legate a Gesù. Al sopraggiungere di cattiverie e disgrazie, ricorderà che non possono venire dal Maestro e non se la prenderà con lui, l’unico che sta sempre dalla nostra parte.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto». http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+15%2C26-16%2C4&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non il mondo

Due paci diverse dunque? Eppure, se è pace è pace. Ma, come l’amore, anche la pace è una parola bistrattata. Forse perché la pace non è una parola di quelle che possono restare soltanto parole. La pace va fatta. Nel senso che va costruita e mantenuta. Ma la pace che dà il mondo, è vera? Chi ci darà pace?

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+14%2C23-29&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Continua

Vi è un momento in cui diviene chiaro, doloroso, che la direzione in cui il vangelo ti spinge ti separa da molti. Tu prosegui, perché non vuoi perdere il tuo Maestro e lui ti porta ad amare e dare la vita per persone che non immaginavi potessero rubarti il cuore e le energie. Ma è proprio qui che molti non ti seguiranno, non ti capiranno. A volte risulterai anche odioso, tanto diverso è il tuo pensiero dal loro, il tuo agire dal loro agire. Non importa, fa parte del gioco. Tu non smettere di pensarla come il Maestro di Nazareth.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+15%2C18-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2022-05/timor-est-adozione-documento-abu-dhabi.html

Mondo Nuovo

Siamo a caccia costante di novità. Le persone stesse le apprezziamo per la loro capacità di cambiare, di rinnovare e accettare novità. La fedeltà, la costanza, la memoria, l’antichità, ormai sanno di vecchio e non hanno possibilità di competere con ciò o con chi si presenta come nuovo. Ebbene sia! Se amiamo le novità, dobbiamo esserlo. Chi ama secondo Gesù, diviene una novità vivente. Vi do un comandamento nuovo: amatevi come io vi ho amato.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+15%2C12-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Pienezza

Anche per credere a queste parole ci vuole fede. Credere che ciò che ci ha detto Gesù sia per la nostra gioia. Una gioia piena, vera, profonda. Quella che ti fa sorridere e cantare anche nelle difficoltà, perché il tuo orizzonte è tanto grande che è impossibile vedere solo il male che ti affligge oggi. Certo, il mondo è pieno di gente che dà la vita per un duce, contro i suoi nemici. Forse saranno eroi, ma non certo felici. Chi segue il vangelo invece non dovrà eliminare nessuno, saprà per chi vivere, per chi spendere e spendersi. Saprà sempre convogliare le forze sull’unico obiettivo dell’amore. E chi ama ha la gioia.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+15%2C9-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1