Nelle notti

Il vangelo ci sorprende sempre. Tu lo leggi e hai già deciso cosa vuole dirti. Poi lo leggi meglio e scopri altro. Tutt’altro. State pronti, come quelli che vegliando aspettano il loro padrone. Il tema del servire dunque torna e insiste, per il terzo giorno. Che dovremo fare dunque, quando nel cuore della notte il padrone arriverà? Probabilmente dovremo servirlo. Invece è scritto così: Se li troverà svegli, li farà mettere a tavola e li servirà. Non dobbiamo vegliare per servire, ma per essere serviti. Restiamo svegli allora! Perché quando il buio sarà più fitto, qualcuno si prenderà amorevolmente cura di noi. https://youtu.be/LKCffX5dyr0

Lc 12,35-38 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+12%2C35-38&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Sono pochi quelli

L’abbiamo già detto: sono pochi gli operai, gli operatori di misericordia. Ammettiamo con umiltà che, per vivere, ci serviamo gratuitamente di molte cose. Dall’aria e la luce del sole, fino alle invenzioni tecnologiche e ai diritti che dobbiamo a chi a stento conosciamo. Se saremo consapevoli di servircene come ad un aperitivo, la nostra gratitudine aumenterà. Altrettanto verso chi ci serve e ci ha servito: non è vero che alla tavola della vita noi siamo sempre i servitori. C’è chi prepara per noi molte cose: dal coniuge che cucina al prete che ci alimenta il cuore. Ciò che conta è lo scambio di posti: farsi servitori oltre che servirsi e farsi servire. Insomma, come nel video simbolico di ieri: dopo l’aperitivo e il ristorante, il servizio, farsi operatori. Non fermiamoci ai primi due, perché vi è più gioia nel dare che nel ricevere. O, per lo meno, gioia uguale! https://youtu.be/LKCffX5dyr0

S.Luca Lc 10,1-9 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+10%2C1-9&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non preoccupatevi

Sempre preoccupàti, “occupàti prima” del dovuto. Non preoccupatevi di come discolparvi, dice Gesù. Anche se in questa parte di mondo possiamo fare e credere un po’ tutto quello che ci pare, in realtà ci sembra di doverne dare sempre spiegazione a tutti. Quando le possibilità erano meno, si faceva in fretta a capire: eri di don Camillo o di Peppone. Ora che abbiamo deciso che va sempre bene tutto, paradossalmente per dir chi siamo dobbiamo faticare, render conto, discolparci. Così viviamo preoccupati di non essere capiti, anziché vivere aderenti al presente, coerenti con quanto crediamo. Non preoccupatevi, lo Spirito vi insegnerà in quel momento cosa dire.

Lc 12,8-12 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&Versione_CEI74=1&Versione_TILC=2&VersettoOn=1&Citazione=Lc%2012,8-12

La commedia

Un commediante, insomma, ecco letteralmente chi è l’ipocrita. Termine che indicava, appunto, gli attori. Poi venne ad indicare chi la maschera dimenticava di toglierla e la teneva nella vita, recitando una parte differente dalla realtà. Forse per paura? Dicono che all’origine di ogni errore e colpa vi sia solo una grande, grandissima paura. Paura di non piacere, di non essere capiti, perdonati, amati. Paura di perdere il posto, la vita, la faccia. Da qui il bisogno di mascherarsi ed entrare in un personaggio, facendo e dicendo ciò che gli altri si aspettano. Non abbiate paura, dice Gesù, non c’è nulla di segreto che non verrà conosciuto. Prima o poi le maschere cadono e la vostra anima si ribellerà gridandovi: “sii te stesso!”.

Lc 12,1-7 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+12%2C1-7&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Da vivere

Chi ha tenuto in tasca le chiavi? Di solito proprio chi oggi non verrà, lasciandoci tutti chiusi fuori. Nelle cose dello Spirito capita a volte lo stesso: voi, dottori della Legge, avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito, disse Gesù. Anche col vangelo è accaduto, a volte. Spesso il suo messaggio fu trasmesso in modo parziale o addirittura errato, e così sia chi predicava che chi ascoltava non poterono entrare nella sua logica. Il vangelo è sempre ancora da scoprire. https://youtu.be/ztq8S-_-XPE

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+11%2C47-54&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

In tutto

Ci mancava solo l’IVA di Dio! Alcune erbe e spezie erano infatti tassate per legge divina. Certo, le erbe le ha inventate Dio, sarà quindi per questo? Ma piuttosto chiediamoci: c’era una legge che non fosse divina? Esisteva un legislatore oltre a Dio, un codice giuridico oltre la Bibbia? No. Agli inizi, Israele non aveva nemmeno un re perché Dio era il suo re. Dio era in tutto e tutto era in Dio. Ecco perché ogni norma, da quelle igieniche a quelle spirituali, erano Parola di Dio. Non esisteva l’idea di laico e religioso, ma semmai quella di buono e cattivo, pio ed empio. Per noi invece è tutto diverso. Abbiamo rimandato Dio in cielo, così in alto da non vederlo più. Così in alto da non avere ancora capito che si è fatto uomo per insegnarci ad essere uomini. Tutto è nel vangelo e il vangelo in tutto. https://youtu.be/ztq8S-_-XPE

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+11%2C42-46&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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È scritto, chiarissimo, diretto, senza bisogno di interpretazioni: Se volete che tutto sia puro per voi, date in elemosina ai poveri quel che si trova nei vostri piatti. Parola di Gesù. Che altro? Mi permettete un grazie a tutti coloro che continuano a sostenere le nostre attività di aiuto a chi ne ha bisogno. Non potendo raggiungervi in altro modo, vi ringrazio da qui, tutti, uno per uno. Non si sentano esclusi quelli che aiutano i poveri per altre vie. Ognuno trovi i suoi mezzi per praticare le parole del Maestro. È amaro il cibo di chi non riempie anche il piatto vuoto dei fratelli, ma è così buono il pane condiviso! Dalla Locanda e da “Buono Dentro Buono Fuori Onlus” il più sincero buon appetito! https://youtu.be/ztq8S-_-XPE

BdBf ONLUS aiutaci

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Conversione

Ho scoperto che in Islanda esiste il segnale stradale di “obbligo di inversione di marcia”. Non chiedetemi perché. Noi lo useremo per spiegare il termine che il vangelo di oggi ci ripropone: conversione, che tecnicamente significa “inversione di marcia”. Noi conosciamo bene il segnale stradale di divieto di inversione. Io sarò un segno di conversione, dice Gesù, ti offrirò un cambio di mentalità, un ribaltamento di valori. Se io fossi un segnale stradale, che segnale sarei? Un divieto di accesso, un senso unico, un divieto di sorpasso o che altro? E il vangelo cos’è per me? Un segno di conversione o credo di sapere già guidare? https://youtu.be/ztq8S-_-XPEhttps://youtu.be/ztq8S-_-XPE

Lc 11,29-32 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+11%2C29-32&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1