
da Dili, Timor Est Ieri ho partecipato a una grande festa. Ai margini della strada, vicino alla riva del mare, stava un piccolo cimitero. Non ero tra gli invitati ma non c’erano porte e, con un po’ di titubanza, sono entrato. Avevo in mano le candele da accendere in suffragio di tutti i miei defunti e ho chiesto a un ragazzino dove fosse il braciere. Mi ha accompagnato all’interno del cimitero e così mi sono trovato nel cuore della festa. Ovunque erano candele accese ai piedi delle croci, su mucchi di petali di bouganville. I bambini saltavano tra le tombe dei nonni o dei fratelli maggiori. Poi ha iniziato a girare la voce “malae, malae”, c’è uno straniero e ha una macchina fotografica al collo. “Mister, photo please”, hanno iniziato a chiedermi foto ricordo in questo giorno di festa e di comunione con chi è già nell’aldilà. Le ragazze si facevano belle davanti al mio obiettivo mentre i bimbi giocavano con le candele e gli anziani pensosi sospiravano. Queste persone, mi dicevo, affrontano le fatiche e la morte senza scansarla. Attraversano il dolore come questa strada il cimitero, per arrivare al mare. Piangono quando c’è da piangere e ridono quando c’è da ridere. Pensavo a voi e vi avrei voluto qui, in questo fuoco, in questa luce, tra queste tombe, tra le voci dei bambini e la polvere che ricordava cosa siamo e cosa saremo, mentre lontano il mare, col suo respiro, annunciava a tutti che c’è un oltre.
Lc 14,15-24 uno dei commensali, avendo udito questo, disse a Gesù: «Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!».
Gli rispose: «Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All’ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: “Venite, è pronto”. Ma tutti, uno dopo l’altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: “Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi”. Un altro disse: “Mi sono appena sposato e perciò non posso venire”.
Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: “Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi”.
Il servo disse: “Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c’è ancora posto”. Il padrone allora disse al servo: “Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena”».










