
da DILI, TIMOR EST Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Ieri è scoppiato un temporale che ha inondato violentemente le strade. Questo bambino però era felice. Non avendo nulla, di nulla doveva preoccuparsi. Quando non hai le scarpe, non temi di bagnarle. Il suo gioco era pedalare contromano sotto la pioggia. Dietro di lui, sullo sfondo, il nostro mondo che incalza. Sopra la sua testa potete leggere “iPhone” e alla destra “Oppo”. Tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Cosa stiamo facendo ai nostri figli, ai piccoli? Cosa gli stiamo proponendo come via di gioia profonda? Opere. Hanno bisogno di vederci all’opera. Hanno bisogno di maestranze d’arte, la rara arte dell’amore misericordioso disinteressato. Avevo fame e mi avete dato da mangiare. Ieri qui abbiamo inaugurato ufficialmente la casa scuola. Terminate le cerimonie formali (taglio del nastro, discorsi vari, ecc) sono uscito in strada con dei palloncini. In pochi secondi ero circondato da bambini piccolissimi che tendevano la mano. Mi hanno ricordato dove sono. Oggi inizieremo i corsi. Insegnare agli ignoranti, al di là della espressione ormai antica, è un’opera di misericordia divina. L’ignoranza è la più grande povertà, diceva don Lorenzo Milani. Non per nulla il nostro Maestro è Gesù.
Mt 25 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».











