
da Dili, Timor Est Se non avete colpa, non preoccupatevi di come discolparvi. Se però avete colpe, non bestemmiate lo Spirito santo, cioè non dite che non può sanarvi all’unico che può farlo. In effetti il gioco è sempre qui: passare dal discolparsi al chiedere perdono e sono due cose completamente diverse. Spesso passiamo ore a preparare la nostra difesa cercando argomenti di discolpa. Se togliessimo la parola alla nostra mente e la dessimo allo Spirito, ci potrebbe suggerire in quel momento cosa dire: scusami, ho sbagliato. La più disarmante di tutte le argomentazioni, ma pure la più difficile. Accade spesso così di fronte al male. Accade che cerchiamo di negarlo per non dover chiedere scusa e rimediare. Davanti agli effetti del colonialismo, delle guerre, degli squilibri economici, non si reagisce dicendo “Che vergogna, come posso rimediare Signore?”. Piuttosto si cercano argomenti di ogni tipo, con l’unico fine di discolparsi: “Dovrebbero darsi da fare, perché non sviluppano questo e quello, bisognerebbe far capire che….”. Ma solo lo Spirito ci dirà la parola giusta e il suo pensiero.
Lc 12,8-12 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Io vi dico: chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anche il Figlio dell’uomo lo riconoscerà davanti agli angeli di Dio; ma chi mi rinnegherà davanti agli uomini, sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Chiunque parlerà contro il Figlio dell’uomo, gli sarà perdonato; ma a chi bestemmierà lo Spirito Santo, non sarà perdonato.
Quando vi porteranno davanti alle sinagoghe, ai magistrati e alle autorità, non preoccupatevi di come o di che cosa discolparvi, o di che cosa dire, perché lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire».












