Spazio

Eh sì, facile dire come dovrebbe essere la vita, più difficile è insegnare a viverla bene. L’unica è dare uno spazio di fiducia all’altro, credere che imparerà, come abbiamo imparato a camminare noi nello spazio che ci è stato lasciato. Si staccò da loro perché, se fosse rimasto, non sarebbero cresciuti. Si staccò da loro, perché potessero respirare Spirito.

Ascensione Mt 28,16-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+28%2C16-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=

«Rompete tutti gli specchi di casa!»

Nuove cose

Ma come sarebbe a dire che finora non abbiamo chiesto nulla? Son tre mesi che chiediamo che tutto torni come prima! Appunto, questo è nulla. Tornare indietro è davvero ciò che volete? La vostra gioia era così piena? Chiedete piuttosto di non rifarla, la vita di prima. Lasciate questo mondo alle spalle. Fate nuove tutte le cose, “il dopo è oggi”. (Ezio Bosso, vedi video qui sotto)

Gv 16,23-28 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+16%2C23-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Da guardare https://youtu.be/a49RoZCbWSE

«Rompete tutti gli specchi di casa!»

Quella luce che rimane

Pieno di forza l’aveva detto: mi rivolgerò ai pagani! Poi, i dubbi e gli scrupoli: sto aprendo un sentiero nuovo, farò bene? Lo vuole anche Dio o lo voglio solo io? Non avere paura, continua, io sono con te, gli disse il Signore in visione di notte. E non era la notte dei sogni d’oro, ma il buio della solitudine, il profondo della coscienza. Paolo fu il primo a parlare di vangelo ai non ebrei, dopo Gesù naturalmente. Ma forse questo ultimo particolare se l’era scordato. Credendosi il solo, si sentiva solo. Non siamo mai così tanto primi da essere così tanto soli. Stiamo sempre seguendo lui. O no?

At 18,5-11 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+18%2C+5-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Laboriosi

“Che belle parole, padre, che esperienze forti in mezzo a quei poveri!”. Lui, il nostro predicatore, sulla via di casa si domanda dove ha sbagliato, come mai quella gente, così colpita dai suoi racconti di miseria, non ha mollato una moneta, preso parte alla sua causa o, almeno, pagato lui per la fatica. Macché, tutto dovuto. C’è un errore nel sistema? Forse. Anche al “professionista” del vangelo, infatti, è tutto dovuto, indipendentemente dalla sua reale professionalità. Che lavori bene, che lavori male, che sgobbi o che impigrisca, il piatto è pieno e i piedi al caldo. Di conseguenza, a nessuno viene in mente di pagar la sua bravura nel parlare o nello scrivere, nel soccorrere o nell’ascoltare, se non addirittura nel celebrare. Il bello è che non viene in mente nemmeno a lui che, col tempo, si impigrisce. Se facessimo fifty-fifty? Caro predicatore, un po’ ti è dato, un po’ te lo guadagni. Bella gente, un po’ te lo gusti, un po’ te lo acquisti. Come san Paolo che di mestiere era fabbricatore di tende e, periodicamente si dedicava solo alla predicazione, a carico delle comunità. Tutti più responsabili e consapevoli.

At 18,1-8 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+18%2C1-8&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Futuro

Tutt’al più presente, mai un passato, tutto il resto al futuro. Ecco i verbi di questo passo di vangelo. Così parlava, così vedeva la Chiesa: un campo libero di infinite possibilità. Lui aveva scelto persone, non pianificato opere e strutture. Le persone poi avrebbero agito in libertà, in ascolto, ispirate. Avrebbero capito di più, ampliato il messaggio, adattato liberamente le scelte ai tempi e ai luoghi. Suo Padre, col big-bang aveva gettato il seme della creazione. Lui, quello di una umanità nuova. Lo Spirito avrebbe diffuso gente nuova nel creato.

Gv 16,12-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+16%2C12-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Molto bello https://www.vitadiocesanapinerolese.it/chiesa/cronaca/il-vescovo-derio-in-una-lettera-aperta-sogno-comunita-aperte-umili-cariche-di-speranza

Nato in cella

Forse l’unica sarebbe starci davvero, nella parte più interna del carcere, per capire molte cose. Capire, se non altro, quanto di cattivo gusto sia stato definire prigione i limiti del lockdown, frignando come adolescenti viziate. Quanto poco rispettoso verso chi è in una cella, con tutti fuori a dire “se l’è cercata” e a pretendere che, da quel cesso, se ne esca pulito come un santo. Bisognerebbe provare davvero a pregare in carcere coi prigionieri, per capire che il vangelo è nato in cella e che, per questo, il suo messaggio si riassume tutto in una sola parola per la coscienza: libertà.

At 16,22-34 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+16%2C22-34&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

In foto (mia): Albania, porte delle celle prive di finestre, riservate ai religiosi ai tempi del regime comunista

Come un profumo che rimane

Ogni mezzo ha i suoi limiti e con questa foto, ahimè, non vi posso trasmettere il profumo del gelsomino. Una foto di Donna Lidia commerciante di porpora, però, ci avrebbe fatto piacere averla e ancor più, vi confesso, quella della faccia di Paolo, costretto ad accettare la sua ospitalità. È così che si diffuse il vangelo, di giorno in giorno, di casa in casa. Gente che si incontrava a pregare, a salutarsi, a raccontarsi di Gesù. Anche ai tempi della fase 1 ad alcuni è capitato di trovarsi in gruppi spontanei e pregare, raccontarsi il vangelo, salutarsi. Qualcuno, come Lidia, già dice: rimanete, se ne vada il virus, non voi.

At 16,11-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+16%2C11-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1