Respiro

È difficile da credere e più ancora da praticare. Lo si impara a caro prezzo per noi e per gli altri, soprattutto quelli che più amiamo. Vi è una distanza sana, necessaria, che è bene tenere nelle nostre relazioni, anche le più intime e vitali. È quello spazio tra noi e gli altri che consente il respiro, che nel vangelo si scrive pneuma, Spirito. Gesù stesso prese distanza dai suoi: se non me ne vado, non verrà a voi lo Spirito. Nascere e morire, mangiare e dormire, e pensare, pregare, scegliere. Nessuno può farlo al posto nostro né noi possiamo sostituirci ad altri, per difficile che sia vederli soffrire o sbagliare. È lo spazio sacro in cui lasciamo che sia Dio ad agire, a ispirare, a sostenere e aiutare (paraclito). Lo Spirito va invocato, questo sì, su di noi e sugli altri. Poi va lasciato agire.

Disse Gesù ai suoi discepoli:
«Ora vado da colui che mi ha mandato e nessuno di voi mi domanda: “Dove vai?”. Anzi, perché vi ho detto questo, la tristezza ha riempito il vostro cuore. Ma io vi dico la verità: è bene per voi che io me ne vada, perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Paràclito; se invece me ne vado, lo manderò a voi.
E quando sarà venuto, dimostrerà la colpa del mondo riguardo al peccato, alla giustizia e al giudizio. Riguardo al peccato, perché non credono in me; riguardo alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; riguardo al giudizio, perché il principe di questo mondo è già condannato». http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+16%2C5-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Mai contro

Se avesse semplicemente fondato una nuova religione, non avrebbe annunciato l’arrivo, dopo di lui, di uno Spirito della verità. Si sarebbe preoccupato di definire dottrina e gerarchia, si sarebbe assicurato l’immutabilità delle sue parole. Invece non scrisse nulla, se non nei cuori dei suoi. Non bloccò nessuno, se non col sigillo dello Spirito che è, semmai, garanzia di continuo mutamento per adattare il messaggio evangelico ai tempi correnti. Stette con loro in modo tale che il solo ricordo avrebbe dato loro forza di non scoraggiarsi e perseverare. Avevano vissuto con lui tanti e tali momenti che la loro fiducia nel suo amore era totale. Fortunato chi, sin dal principio della sua vita, è stato colmato di esperienze belle e positive legate a Gesù. Al sopraggiungere di cattiverie e disgrazie, ricorderà che non possono venire dal Maestro e non se la prenderà con lui, l’unico che sta sempre dalla nostra parte.

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli:
«Quando verrà il Paràclito, che io vi manderò dal Padre, lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli darà testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perché siete con me fin dal principio.
Vi ho detto queste cose perché non abbiate a scandalizzarvi. Vi scacceranno dalle sinagoghe; anzi, viene l’ora in cui chiunque vi ucciderà crederà di rendere culto a Dio. E faranno ciò, perché non hanno conosciuto né il Padre né me. Ma vi ho detto queste cose affinché, quando verrà la loro ora, ve ne ricordiate, perché io ve l’ho detto». http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+15%2C26-16%2C4&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non il mondo

Due paci diverse dunque? Eppure, se è pace è pace. Ma, come l’amore, anche la pace è una parola bistrattata. Forse perché la pace non è una parola di quelle che possono restare soltanto parole. La pace va fatta. Nel senso che va costruita e mantenuta. Ma la pace che dà il mondo, è vera? Chi ci darà pace?

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+14%2C23-29&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Continua

Vi è un momento in cui diviene chiaro, doloroso, che la direzione in cui il vangelo ti spinge ti separa da molti. Tu prosegui, perché non vuoi perdere il tuo Maestro e lui ti porta ad amare e dare la vita per persone che non immaginavi potessero rubarti il cuore e le energie. Ma è proprio qui che molti non ti seguiranno, non ti capiranno. A volte risulterai anche odioso, tanto diverso è il tuo pensiero dal loro, il tuo agire dal loro agire. Non importa, fa parte del gioco. Tu non smettere di pensarla come il Maestro di Nazareth.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+15%2C18-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://www.vaticannews.va/it/mondo/news/2022-05/timor-est-adozione-documento-abu-dhabi.html

Mondo Nuovo

Siamo a caccia costante di novità. Le persone stesse le apprezziamo per la loro capacità di cambiare, di rinnovare e accettare novità. La fedeltà, la costanza, la memoria, l’antichità, ormai sanno di vecchio e non hanno possibilità di competere con ciò o con chi si presenta come nuovo. Ebbene sia! Se amiamo le novità, dobbiamo esserlo. Chi ama secondo Gesù, diviene una novità vivente. Vi do un comandamento nuovo: amatevi come io vi ho amato.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+15%2C12-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Pienezza

Anche per credere a queste parole ci vuole fede. Credere che ciò che ci ha detto Gesù sia per la nostra gioia. Una gioia piena, vera, profonda. Quella che ti fa sorridere e cantare anche nelle difficoltà, perché il tuo orizzonte è tanto grande che è impossibile vedere solo il male che ti affligge oggi. Certo, il mondo è pieno di gente che dà la vita per un duce, contro i suoi nemici. Forse saranno eroi, ma non certo felici. Chi segue il vangelo invece non dovrà eliminare nessuno, saprà per chi vivere, per chi spendere e spendersi. Saprà sempre convogliare le forze sull’unico obiettivo dell’amore. E chi ama ha la gioia.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+15%2C9-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

In ogni direzione

Sono un po’ come le ortiche, i farisei. A piccole dosi, con attenzione, si possono usare anche per il risotto, perché nulla e nessuno è mai da buttare. È che, appunto, ricrescono sempre, non stanno al loro posto e, ovviamente, sono urticanti. I farisei di oggi sono quei nostri pensieri di intransigenza e rigidità religiosa, il desiderio di selezionare i pochi ma buoni e lasciare fuori la feccia miscredente. I farisei oggi si annidano nelle paure di cambiare, nel restare aggrappati al “si è sempre fatto così e così sempre sarà”. Il fariseo, in fondo, è un gran pauroso. Non conoscendo bene il vangelo, chiama “cambiamento” ciò che Gesù chiamava compimento. Perciò crede che cambiare significhi tradire il messaggio originale. Ogni passo in avanti gli pare tirare vergognosamente a sinistra e, gridando allo scandalo, innestata la retromarcia accelera tenendo il più possibile la destra. Ma il vangelo non va a destra o a sinistra e, come un’onda, si diffonde in modo circolare. Dal sepolcro vuoto di Gerusalemme fino ai confini del mondo si ode cantare: Il crocifisso è risorto!

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https://www.vaticannews.va/it/chiesa/news/2022-05/czerny-cardinale-martini-milano-opera-omnia-volume-bompiani.html

Cosa ti lascio

Non abbiamo bisogno di vincere. Abbiamo bisogno di pace. La mia vittoria è la tua sconfitta e io la temo perché un uomo sconfitto è umiliato, e un uomo umiliato cerca rivalsa. Magari dopo anni e intere generazioni, ma l’occasione giungerà e verrà colta. Tra fratelli o tra popoli, la dinamica è sempre questa. La pace che dà il mondo non è vera pace. Non abbiamo bisogno di sconfiggere ma di fare pace. Per questo bisogna pregare per i nostri nemici, perché solo pregando si parla direttamente al cuore, alla parte buona e santa di ogni essere umano, lì dove Dio ha lasciato la sua pace.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+14%2C27-31&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Capirete

Lo Spirito vi insegnerà ogni cosa. Dunque capire e sapere sono sempre al futuro. Tutto il cammino ci sta davanti. Non lo diremo mai abbastanza, soprattutto in questi tempi arroganti, in cui chiunque si crede competente in ogni cosa: vero sapiente è chi sa di non sapere. Vero discepolo di Gesù è chi sa di essere entrato nel mondo del vangelo solo con la punta del piede. Tutto è ancora da capire, ancora da scoprire. Il mio alunno parrucchiere che mi chiede dove vanno i bimbi morti prima del parto; la sua compagna che vuole consigli per mettersi in contatto con la bisnonna defunta; la giovane mamma di Timor che vorrebbe capire di più su Gesù. Sono loro che ci salveranno perché, finché ci faremo una domanda, lo Spirito potrà scendere a istruirci.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+14%2C21-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Amatevi

Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli. Altrimenti no. Altrimenti sapranno che siete osservanti, o pii, o scrupolosi e timorati di Dio. Ma non miei discepoli. Dunque amatevi. Però non come vi pare, non come vi sembra giusto. Ma come io ho amato voi. E in Matteo 25 leggiamo e scopriamo come ama il discepolo. La Chiesa ci consegna l’elenco delle quattordici opere di misericordia corporale e spirituale. Un indispensabile specchio che ci rivela come è il nostro amore.