Avete ricevuto

In un mondo che ci insegna a difendere a costo della vita (altrui) le nostre cose, queste parole ci riportano in equilibrio. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Per quanto sia vero che ci siamo conquistati con l’onesto sudore della fronte i denari, la casa e le cose che abbiamo, si tratta pur sempre di una piccola punta di iceberg. La gran parte di ciò che è nostro ci è stato dato gratuitamente. La terra in cui siamo nati, la famiglia che ci ha formato, i servizi statali di cui abbiamo usufruito, il corpo che abitiamo, ecc Più ci pensiamo, più l’elenco del gratuitamente ricevuto si allunga. La gratitudine e la generosità saranno l’unica risposta possibile. Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date.

Mt 10,7-15 Disse Gesù ai suoi apostoli:
«Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino. Guarite gli infermi, risuscitate i morti, purificate i lebbrosi, scacciate i demòni.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date. Non procuratevi oro né argento né denaro nelle vostre cinture, né sacca da viaggio, né due tuniche, né sandali, né bastone, perché chi lavora ha diritto al suo nutrimento.
In qualunque città o villaggio entriate, domandate chi là sia degno e rimanetevi finché non sarete partiti.
Entrando nella casa, rivolgetele il saluto. Se quella casa ne è degna, la vostra pace scenda su di essa; ma se non ne è degna, la vostra pace ritorni a voi. Se qualcuno poi non vi accoglie e non dà ascolto alle vostre parole, uscite da quella casa o da quella città e scuotete la polvere dei vostri piedi. In verità io vi dico: nel giorno del giudizio la terra di Sòdoma e Gomorra sarà trattata meno duramente di quella città».

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Scacciare

Non sulle persone ma sui mali che le affliggono. Questo è il potere che Gesù diede ai Dodici. Il potere di scacciare gli spiriti impuri e guarire ogni malattia e infermità. Forse dalle nostre parti con spiriti impuri possiamo ormai permetterci di intendere genericamente i disagi psicologici. Non dimentichiamo però che in molti luoghi della terra di usa ancora invocare forze spirituali malvage per fare del male al prossimo. Non è certo qui che vogliamo parlare di magia nera e riti vudù, ma è bene non dimenticare che sono realtà che affliggono molti e da cui lo Spirito Santo ci libera.

Mt 10,1-7 Chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».

Maestro

Ce li immaginiamo che emettono urla impressionanti, per questo un indemoniato muto ci sembra davvero strano. Eppure siamo un po’ tutti indemoniati muti perché parliamo, forse troppo, ma le nostre parole non divengono opere. Gli operai sono pochi. Per il maestro invece, parole e opere erano un tutt’uno. Passava per città e villaggi insegnando, predicando, guarendo. C’è qualcuno tra noi che ancora vuole imparare? Ascoltare una predica su Dio? Guarire dai suoi mali? Ci sentiamo tutti insegnanti, predicatori e dispensatori di cure. Ma saremo muti e inefficaci finché non torneremo alunni, discepoli e bisognosi di guarigione.

Mt 9,32-38 Presentarono a Gesù un muto indemoniato. E dopo che il demonio fu scacciato, quel muto cominciò a parlare. E le folle, prese da stupore, dicevano: «Non si è mai vista una cosa simile in Israele!». Ma i farisei dicevano: «Egli scaccia i demòni per opera del principe dei demòni».
Gesù percorreva tutte le città e i villaggi, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni malattia e ogni infermità. Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore. Allora disse ai suoi discepoli: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!».

Per mano

Mentre la donna ha una storia di malattia, ha una fede, un’astuzia, un piano; mentre di lei sappiamo di cosa è malata e da quanto e con che forza desideri guarire, della fanciulla non sappiamo nulla. Sappiamo solo che è morta e che è in casa. Dorme, dice Gesù, perché per lui rianimare un morto è semplice come svegliare un vivo. Per noi invece è difficile a volte persino svegliare i nostri figli vivi, e ci si spezza il cuore a vederli senza un sogno o una domanda, tanto sanno già tutto. Vorremmo prenderli per mano anche noi, e rialzarli. Vederli lottare per grandi cose, arrabbiarsi e schierarsi in difesa dei deboli, agire per un mondo migliore non solo con un like ma per davvero. Forse se vedranno mani convincenti, le afferreranno.

Mt 9,18-26   Mentre Gesù parlava, giunse uno dei capi, gli si prostrò dinanzi e disse: «Mia figlia è morta proprio ora; ma vieni, imponi la tua mano su di lei ed ella vivrà». Gesù si alzò e lo seguì con i suoi discepoli.
Ed ecco, una donna, che aveva perdite di sangue da dodici anni, gli si avvicinò alle spalle e toccò il lembo del suo mantello. Diceva infatti tra sé: «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò salvata». Gesù si voltò, la vide e disse: «Coraggio, figlia, la tua fede ti ha salvata». E da quell’istante la donna fu salvata.
Arrivato poi nella casa del capo e veduti i flautisti e la folla in agitazione, Gesù disse: «Andate via! La fanciulla infatti non è morta, ma dorme». E lo deridevano. Ma dopo che la folla fu cacciata via, egli entrò, le prese la mano e la fanciulla si alzò. E questa notizia si diffuse in tutta quella regione.

I settantadue

Quelli che operano il bene sono pochi, il lavoro da fare è però moltissimo, come moltissima è la gente bisognosa di pace, di guarigione, benedizione ed attenzioni. Vi mando – dice Gesù – e la gente affamata d’amore vi “sbranerà” come lupi con gli agnelli. Dopo essersi sfamati del vostro amore, sfameranno loro stessi voi. Scoprirete così d’aver famiglia ovunque e non sarà necessario fermarsi a salutare parenti lungo il cammino. Il figlio dell’uomo – ricordate? – non ha dove posare il capo, perché il capo lo posa ovunque. Ascolta l’audio ⬇️

Lc 10 Il Signore designò altri settantadue e li inviò a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi.
Diceva loro: «La messe è abbondante, ma sono pochi gli operai! Pregate dunque il signore della messe, perché mandi operai nella sua messe! Andate: ecco, vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né sacca, né sandali e non fermatevi a salutare nessuno lungo la strada.
In qualunque casa entriate, prima dite: “Pace a questa casa!”. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché chi lavora ha diritto alla sua ricompensa. Non passate da una casa all’altra.
Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà offerto, guarite i malati che vi si trovano, e dite loro: “È vicino a voi il regno di Dio”. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle sue piazze e dite: “Anche la polvere della vostra città, che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino”. Io vi dico che, in quel giorno, Sòdoma sarà trattata meno duramente di quella città».
I settantadue tornarono pieni di gioia, dicendo: «Signore, anche i demòni si sottomettono a noi nel tuo nome». Egli disse loro: «Vedevo Satana cadere dal cielo come una folgore. Ecco, io vi ho dato il potere di camminare sopra serpenti e scorpioni e sopra tutta la potenza del nemico: nulla potrà danneggiarvi. Non rallegratevi però perché i demòni si sottomettono a voi; rallegratevi piuttosto perché i vostri nomi sono scritti nei cieli».

Digiuno e poi?

Ce l’ha già detto in altri modi: non è venuto ad abolire la legge di Dio, ma a darle pieno compimento. Non è venuto a creare strappi e spaccature tra vecchio e nuovo. Tutto con lui è nuovo, come è nuovo il frutto rispetto al fiore che l’ha preceduto. E per avere uno devi perdere l’altro. Eppure, senza quello non ci sarebbe questo. Se sei con Gesù, non fai del digiuno uno scopo di vita. Nutrire gli altri è la tua missione. Ma solo chi ha fatto esperienza di digiuno, ha la forza di donare il proprio cibo.

Mt 9,14-17 Si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno. Nessuno mette un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, perché il rattoppo porta via qualcosa dal vestito e lo strappo diventa peggiore. Né si versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti si spaccano gli otri e il vino si spande e gli otri vanno perduti. Ma si versa vino nuovo in otri nuovi, e così l’uno e gli altri si conservano».

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Scegli

Che sia il pizzo al mafioso, l’IVA allo Stato, la merenda al bullo o l’incenso a un dio, poco cambia. Quando a chiedere è qualcuno più forte, non resta che stringere i denti e sacrificargli ciò che ci saremmo tenuti volentieri. Se invece a chiedere è il più debole di noi, più povero, più vecchio, più ignorante, più colpevole ecc, allora si è messi alla prova, perché si è liberi di dire sì o no. Si è sovrani nella decisione. Ti aiuto o non ti aiuto. Ti perdono o no. Ti accetto o ti respingo. Sei obbligato a sacrificare ma non ad essere misericordioso. Per questo la misericordia è più grande. Misericordia io voglio e non sacrifici.

Mt 9,9-13 Gesù, vide un uomo, chiamato Matteo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Ed egli si alzò e lo seguì.
Mentre sedeva a tavola nella casa, sopraggiunsero molti pubblicani e peccatori e se ne stavano a tavola con Gesù e con i suoi discepoli. Vedendo ciò, i farisei dicevano ai suoi discepoli: «Come mai il vostro maestro mangia insieme ai pubblicani e ai peccatori?».
Udito questo, disse: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Andate a imparare che cosa vuol dire: “Misericordia io voglio e non sacrifici”. Io non sono venuto infatti a chiamare i giusti, ma i peccatori.

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Efficace

Una battuta scherzosa ci fa scoppiare a ridere. Un insulto ci provoca il pianto. Le parole, si sa, possono avere effetto immediato su corpo e psiche. Più difficile è constatare ciò che le parole provocano nella sfera spirituale, ben più profonda di quella psico emotiva. Gesù dunque mette alla prova le sue stesse parole: se avranno efficacia sul corpo, ne avranno pure sull’anima. Su quel corpo paralizzato, Gesù pronuncia una parola impossibile: alzati! E l’uomo si alzò. Sull’anima colpevole fa risuonare un’altra parola impossibile a uomo: i tuoi peccati sono perdonati. E tutti resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Mt 9,1-8 Salito su una barca, Gesù passò all’altra riva e giunse nella sua città. Ed ecco, gli portavano un paralitico disteso su un letto. Gesù, vedendo la loro fede, disse al paralitico: «Coraggio, figlio, ti sono perdonati i peccati».
Allora alcuni scribi dissero fra sé: «Costui bestemmia». Ma Gesù, conoscendo i loro pensieri, disse: «Perché pensate cose malvagie nel vostro cuore? Che cosa infatti è più facile: dire “Ti sono perdonati i peccati”, oppure dire “Àlzati e cammina”? Ma, perché sappiate che il Figlio dell’uomo ha il potere sulla terra di perdonare i peccati: Àlzati – disse allora al paralitico –, prendi il tuo letto e va’ a casa tua». Ed egli si alzò e andò a casa sua.
Le folle, vedendo questo, furono prese da timore e resero gloria a Dio che aveva dato un tale potere agli uomini.

Pietro

Dicono che fu crocifisso a testa in giù. I romani usavano farlo se necessitavano di esecuzioni più rapide. Probabilmente il suo corpo sarebbe rimasto appeso e insepolto se qualcuno, rischiando di fare la stessa fine, non lo avesse recuperato in gran fretta. Nella tomba scoperta in profondità, sotto l’altare dei Papi, in San Pietro, sono state trovate ossa umane. Appartengono a parti di tutto il corpo di una sola persona. Uomo, dai sessanta ai settant’anni, reumatico per contatto prolungato con acqua e ambienti umidi. Mancano i piedi. Quelli non ci sono. Quei piedi con cui rispose al seguimi di Gesù. Quei piedi con cui camminò sull’acqua, con cui corse al sepolcro vuoto. Quei piedi lavati da Gesù, l’ultima sera. No, non poteva essere sepolto coi piedi, Pietro. Mi piace pensare che non sono nemmeno rimasti trafitti alla croce, perché impossibile schiodarli. Sono già risorti, i piedi di Pietro, impazienti di seguire il Maestro.

S. Pietro e Paolo Mt 16,13-19 Gesù, giunto nella regione di Cesarèa di Filippo, domandò ai suoi discepoli: «La gente, chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elìa, altri Geremìa o qualcuno dei profeti». Disse loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

Calmati

Forse è proprio così. Più si ha paura, più alte diventano le onde. Più si è calmi, più calma si trasmette. Se alcuni fatti si chiamano im-previsti un motivo ci sarà, sennò li chiameremmo appuntamenti. In questo sconvolgimento del mare, Gesù dorme e i discepoli gridano ‘siamo perduti!’. Gesù resta calmo. Minaccia i venti e il mare, proprio perché non li teme. Come il ranger di fronte alle belve, che lo temono perché lo percepiscono calmo. Annusassero la sua adrenalina di paura, lo sbranerebbero all’istante. È la calma che infonde autorità. E la calma viene dalla fede. Perché avete paura, gente di poca fede?

Mt 8,23-27 Salito Gesù sulla barca, i suoi discepoli lo seguirono. Ed ecco, avvenne nel mare un grande sconvolgimento, tanto che la barca era coperta dalle onde; ma egli dormiva.
Allora si accostarono a lui e lo svegliarono, dicendo: «Salvaci, Signore, siamo perduti!». Ed egli disse loro: «Perché avete paura, gente di poca fede?». Poi si alzò, minacciò i venti e il mare e ci fu grande bonaccia.
Tutti, pieni di stupore, dicevano: «Chi è mai costui, che perfino i venti e il mare gli obbediscono?».