
da DILI, TIMOR EST Colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro lo vede, li sta seguendo, ed anziché infastidirsi si preoccupa: Signore, che cosa sarà di lui? Abbiamo sempre un pensiero preoccupato per qualcuno che amiamo. Ma non è l’ansia che lo salverà, è la certezza che Gesù ha per tutti infinite attenzioni e diversi piani: Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi. È vero, avere a cuore il fratello è vangelo. Sostituirsi a Dio nel gestire la vita altrui è scarsa fede e soprattutto serve a poco. Ognuno ha il suo cammino con Gesù, la sua crescita e i suoi passi da compiere. Essere una cosa sola, come Gesù vuole, significa proprio credere che ciascuno ha il suo personale legame con Gesù e Gesù se ne prende cura. In lui siamo sempre tutti uniti.
Pietro si voltò e vide che li seguiva quel discepolo che Gesù amava, colui che nella cena si era chinato sul suo petto e gli aveva domandato: «Signore, chi è che ti tradisce?». Pietro dunque, come lo vide, disse a Gesù: «Signore, che cosa sarà di lui?». Gesù gli rispose: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa? Tu seguimi». Si diffuse perciò tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto. Gesù però non gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che egli rimanga finché io venga, a te che importa?».
Questi è il discepolo che testimonia queste cose e le ha scritte, e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera. Vi sono ancora molte altre cose compiute da Gesù che, se fossero scritte una per una, penso che il mondo stesso non basterebbe a contenere i libri che si dovrebbero scrivere.
Oggi pomeriggio (mattino in Italia) si terrà la solenne chiusura dei corsi a Uma Matak. Qui sotto qualche immagine dei preparativi.