Di quale fuoco?

“Aveva circa diciotto anni, o forse venti” quando entrò in chiesa mentre proclamavano il vangelo. Già da tempo si faceva domande sul futuro suo e della sorellina, soprattutto dopo la morte dei genitori. Udì le parole di Gesù: Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi! Non riuscì più a separarsi da queste parole, da questo pensiero che si fece desiderio, e il desiderio si fece decisione e poi azione. “Aveva circa diciotto anni, o forse venti”, scrive Atanasio, il suo nome era Antonio. Un ragazzo egiziano che oggi chiamiamo “il grande” o “del deserto”, perché col tempo fu là che visse. Molti lo seguirono in quella che poi divenne la vita monastica e lui ne è considerato il padre. Come un fuoco ardeva nelle notti del deserto, un fuoco acceso dalle parole di Gesù quando “aveva circa diciotto anni, o forse venti”. E tu, quale parola di Gesù ti sta guidando nel deserto della tua città? Di quale fuoco illumini le notti tue e quelle altrui?

Mt 19,16-22 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+19%2C16-22&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Atanasio, Vita di Antonio https://ora-et-labora.net/vitaantonioatanasio.html#_Toc421267248

Ti interessa

Se questo fu l’inizio dei segni, fu certamente uno dei migliori inizi immaginabili. Non tanto e non solo perché mutare l’acqua in vino è il sogno di tutti, ma perché è segno di qualcosa ancor più grande. Anzitutto è segno che Dio si interessa delle nostre feste, della nostra gioia, e vuole darci motivo di brindare alla vita e all’amore. È inoltre segno che Dio nota e sa bene quanta riserva abbiamo in cantina o se, invece, non abbiamo più vino né motivo di gioia. È segno che nemmeno a lui piace e non gli basta questa vita fatta di agende intasate, di impegni compressi, fossero pure tutti giusti e doverosi come la purificazione rituale a cui servivano quelle sei anfore stracolme d’acqua. Sembrano proprio i sei giorni della nostra settimana, queste anfore, che con i loro seicento litri d’acqua mai faranno un bicchiere di vino. Perché poi, a pensarci bene, è la capacità di sorriderci sopra che rende la giornata più serena, che muta l’acqua in vino, il guasto in sosta, l’imprevisto in sorpresa, il bisogno in preghiera.

Gv 2,1-11 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+2%2C1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Un medico

Solitamente, nell’abside nelle chiese, è raffigurato Cristo in trono, il creatore del cosmo che tornerà per il giudizio universale. Un’immagine presa dai vangeli stessi. Chissà se esiste qualche chiesa affrescata con un bel Cristo medico: Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Non sono venuto a chiamare i giusti ma i peccatori. Quella del medico non era soltanto un’immagine che lui amava, ma una professione che esercitava. Gesù si fece conoscere essenzialmente come un grande e potente guaritore. Era guarendo i malati che predicava, risuscitando i morti che annunciava Dio. Gesù era un medico del corpo e dell’anima. Faceva star bene le persone.

Mc 2,13-17 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+2%2C13-17&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Nelle notti

A cosa servono gli amici se non proprio a questo? Finché sei tu a tirare il gruppo, finché sei tu quello che da, amici e colleghi si confondono. È quando non hai più forze, è quando sei pesante, paralizzato dai tuoi guai, che si vede chi ti è amico e chi invece, per farsi vivo, aspetta che tu torni quello di sempre. Se lo caricarono in spalla, lo issarono sul tetto e lo calarono davanti a Gesù. Non badarono a fatica né a spese, fecero quello che andava fatto. Non interpellarono nemmeno il malato: se l’altro è paralizzato dai suoi mali, bisogna decidere per lui. La prima mossa spetta a chi sta bene. Per questo l’amico viene sotto casa, proprio perché non scendi mai. Ti scrive o telefona, proprio perché ti sei chiuso nel silenzio. Prega per te, proprio perché tu non ne hai più la forza, non ne hai più la fede.

Mc 2,1-12 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+2%2C1-12&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non più

Perché gli dicesti di tacere e non raccontare nulla a nessuno? Avevi guarito il lebbroso toccandolo, e questo era vietato. Forse temevi si sapesse? Ti aveva supplicato in ginocchio ma la sua, più che una supplica disperata, era stata una proclamazione di fede: se vuoi puoi purificarmi! Ti aveva ricordato chi eri, chi sei: il Cristo di Dio. Non più solo i demoni, ora pure i malati ti riconoscevano. Forse questo ti spaventava? Volevi ritardare il più possibile il giorno della fama, la tentazione del successo, dell’acclamazione popolare? Ti sarebbe piaciuto restare anonimo ancora per un po’. Entrare nelle città, girare tra i mercati, osservare la gente non notato. Ma era ormai finito, per te, quel tempo. Tutti venivano a te da ogni parte, fin nel deserto. Troppo forte il loro bisogno. Troppo vane le parole dei sacerdoti al tempio.

Mc 1,40-45 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+1%2C40-45&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Ti guarda

Ieri, al mattino presto, quando ancora era buio, è suonata la sveglia per andare al lavoro. Nel telefono, questa foto attendeva d’essere guardata. È stato il primo sguardo della giornata che ho incrociato. Quel volto che mi fissava da lontano mi ha accompagnato fino a sera. Quella donna, i braccialetti neri ai polsi a dire lutto, la casa di lamiere. Che miseria! Ma accanto a lei, l’amore. Un sacco di riso, una tanica d’olio, tre scatole di noodles e una di detersivo. Qualcuno si è preso cura di lei. La catena dell’aiuto è arrivata, da voi fin laggiù, a Timor, passando da me e dai giovani di là. Gesù, lo dice il vangelo di oggi, guarì molte persone. Non risolse tutti i problemi del mondo, ma fece vedere al mondo che si può. Si può amare, ci si può prendere cura di chi è lì, davanti a te, e ti guarda. E tu devi decidere se agire o dir che ha colpa Dio che non fa nulla.

Mc 1,29-39 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+1%2C29-39&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Cosa cerchi?

Quanta gente sarebbe disposta a vendere l’anima al diavolo purché questi collaborasse ad aumentarne la fama. Dato però che ben pochi credono alla sua esistenza, comprano la fama in altro modo. Dal ragazzino che baratta un like sui social, al commerciante che paga finti clienti per avere recensioni positive, fino al magistrato che va in prima pagina con sentenze tanto originali quanto ingiuste. Siamo disposti a tutto, almeno a molto, purché si parli di noi. Lo spettacolo è colmo di personaggi divenuti famosi per la loro ignoranza, l’irascibilità, la bruttezza o l’idiozia. Meglio così – pensano – che santi sconosciuti, come il Nazareno. Lui, quando il demonio gridava davanti a tutti Sei il santo di Dio, lo zittiva. Non sapeva che farsene di queste cose. Cercava amore, non fama.

Mc 1,21-28 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+1%2C21-28&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Seguitemi

Che poi, a pensarci bene, il primo pescatore di uomini è lui, Giovanni detto il Battista, battezzatore. Battesimo letteralmente significa immersione e lui, infatti, la gente la faceva scendere in acqua, a sperimentare cosa significa scivolare negli errori. Poi la pescava fuori, perché capissero la gioia di essere salvati. Gesù stesso, l’abbiamo celebrato ieri, volle vivere l’esperienza del battesimo di Giovannie, dopo che fu arrestato, ne seguì l’esempio, lo portò a compimento coinvolgendo altri nella missione. Seguitemi, vi farò pescatori di uomini, sono le sue prime parole ai discepoli. Andate e battezzate tutte le genti, saranno le sue ultime.

Mc 1,14-20 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+1%2C14-20&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Quell’attimo di luce

Cosa state guardando in foto? Sono minuscoli cristalli di ghiaccio, non più di due millimetri, formatisi col gelo delle notti scorse. Quel giallo oro è il sole. Ho scattato nel preciso istante in cui sorgendo l’illumina indorandoli. E poi, certo, perdono la loro forma e si sciolgono scorrendo via insieme. Ognuno di noi vorrebbe stare immobile, congelato nella sua bellezza cristallina, in pace. Forse anche lui avrebbe voluto starsene lassù, nella sua minuscola, tranquilla, adorata Nazareth. È dura, è sempre dura lasciare, cambiare e scivolare via, restare coinvolti agli altri in una sola medesima corrente. Ma c’è un’alba, un attimo di luce che ti colpisce e ti scioglie il cuore. E si buttò nel fiume Giordano con tutti gli altri, uno di loro, uno di noi per sempre. Era l’alba della sua vita pubblica, l’inizio della sua evangelizzazione. La luce si fece così forte, l’invisibile Spirito fu così denso su di lui, da sembrare materia, come una colomba. L’inudibile Padre non trattenne la voce: Sei mio figlio! Sei mio figlio! lo sentirono gridare dal cielo. Lui se ne stava in preghiera. Fu il suo inizio, il suo battesimo, il suo scioglimento. Quella corrente d’acqua e d’umanità l’avrebbe portato lontano, fino al calvario. Aveva circa trent’anni.

Battesimo di Gesù http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+3%2C15-16.21-23&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Per tutti

“Devo andare a comprare il pane?” – “Prima guarda quanto ne abbiamo”. Quante volte, nelle nostre case, abbiamo vissuto questo dialogo! È così familiare questa scena, questo scambio tra Gesù e i suoi: Dobbiamo andare a comprare duecento denari di pane per questa gente? – Quanti pani avete? Andate a vedere. Scena di famiglia, di cinquemila famiglie in riva al lago, al tramonto. Cinquemila che diventano una sola unica famiglia umana che mangia letteralmente dallo stesso piatto, dallo stesso pezzo di pane. Andate a vedere quanto avete, vedrete che basterebbe per tutti.

Mc 6,34-44 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+6%2C34-44&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1