
da DILI, TIMOR EST Non era venuto a salvare il mondo? Certamente. Qui però mondo non significa umanità ma mentalità mondana. Quel modo di intendere la vita che non è compatibile con il vangelo. Chi segue il vangelo insomma non può pensare d’essere capito e accettato sempre ed ovunque, sia fuori che dentro la Chiesa. Sì, perché la mentalità del mondo si insinua tra le panche delle chiese, nelle anticamere dei vescovadi, ovunque possa danneggiare la purezza del messaggio di Gesù. Ma è pur vero che la mentalità di Gesù può diffondersi, con forza propria, nelle più remote foreste, nel cuore dei più semplici degli esseri umani scelti da Lui come amici. E così ti trovi di fronte ad una povera donna nella sua umile casa, seduta sul suo giaciglio di bamboo, con la stessa maestà di un vescovo che porta il Santissimo sotto il baldacchino.
Gv 15,18-21 disse Gesù ai suoi discepoli:
«Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe ciò che è suo; poiché invece non siete del mondo, ma vi ho scelti io dal mondo, per questo il mondo vi odia.
Ricordatevi della parola che io vi ho detto: “Un servo non è più grande del suo padrone”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma faranno a voi tutto questo a causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato».