
da DILI, TIMOR EST Conosco un giovane papà che era diventato amico di Papa Francesco. I suoi racconti sanno di incredibile*. Qui le persone spesso mi chiedono di scattare una foto insieme, per mostrare di aver conosciuto uno straniero. Tutto questo è nulla in confronto a ciò che ci dice oggi il Vangelo. Chi può immaginare che la relazione uomo-Dio sia amicizia? Sarà semmai sottomissione, devozione, tutt’al più alleanza. Ma amicizia suona davvero incredibile. Le amicizie e gli amori poi, siamo abituati a guadagnarceli, a conquistarceli e a doverli mantenere vivi. Quella con Gesù è invece un’amicizia scelta da lui: Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi. Dunque lo diciamo ancora: Gesù ti ha scelto come amico, come amica. Quando ti senti solo, non capito o ignorato, fermati e ripeti: Gesù mi ha scelto come amico. Un amico per cui dare la vita. E io che amico sono?
Gv 15,12-17 (disse Gesù ai suoi discepoli durante l’ultima cena):
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri come io ho amato voi. Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la sua vita per i propri amici.
Voi siete miei amici, se fate ciò che io vi comando. Non vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo padrone; ma vi ho chiamato amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre mio l’ho fatto conoscere a voi.
Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga; perché tutto quello che chiederete al Padre nel mio nome, ve lo conceda. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri».