Tutto

“Questa vedova, così povera, ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. Tutti infatti hanno gettato parte del loro superfluo. Lei invece, nella sua miseria, vi ha gettato tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere”. La misura, per Gesù, non è il tanto o il poco, ma il tutto. Per lui un bicchiere piccolo colmo è più di un grande bicchiere colmo a metà. Lui era così. Dava tutto. Prendete e mangiatene tutti. Prepariamoci così alla festa del Corpus Domini di domani.

Mc 12,38-44 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+12%2C38-44&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Non sono déi ma bimbi.

Provocò la loro intelligenza e la loro riflessione sull’identità del Messia, con una constatazione molto semplice quanto razionale: un padre non chiamerà mai mio Signore il proprio figlio. Chissà se anche oggi Gesù userebbe questa argomentazione. L’Italia è il paese che detiene il record assoluto di denatalità: ci stiamo estinguendo. I pochi che vivono l’esperienza di genitore, forse proprio perché sono pochi e non hanno esempi, spesso cascano nell’errore di diventare sudditi dei loro marmocchi, veri schiavi di ogni loro sbalzo d’umore o di salute. Ciò fa passare la voglia, a chi non ne avesse ancora, di mettere al mondo tali piccoli tiranni. E di bimbi se ne vedono sempre meno!

Mc 12,35-37 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+12%2C35-37&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Che ne dici?

Perché nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo se aveva risposto bene e secondo verità? Forse proprio per questo motivo. È molto più facile infatti chiacchierare con persone poco impegnative, quelle da due barzellette, una battuta ed un caffè. Certi argomenti non si toccano mai, perché non ci si vuole infilare in gineprai che potrebbero farci scoprire differenze di opinione che preferiamo non affrontare. Eppure ci sono persone che potrebbero arricchirci con la loro esperienza e un bello scambio di idee. Ma occorre essere capaci di ascolto reale e reciproco, come quello che ebbero quel giorno Gesù e lo scriba.

Mc 12,28-34 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+12%2C28-34&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

E poi?

Parlano a Gesù dell’aldilà come ci fossero stati, con la sicurezza di chi sa tutto e non ha bisogno di capire altro. E invece la vita oltre la vita è un gran mistero e non sappiamo nulla. Se in molti campi la riflessione cristiana si è evoluta ed ha arricchito l’umanità – giustizia sociale, bioetica, esegesi biblica, ecc – il pensiero sull’aldilà è rimasto infantile. Inferno, Purgatorio, Paradiso. I buoni di qui e i cattivi di là… Ma cosa riusciamo a dire del dopo morte? Cosa personalmente crediamo? Quando ci pensiamo?

Mc 12,18-27 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+12%2C18-27&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Rispetto?

Tobia seppellisce un compatriota trovato morto in terra straniera. Seppellire i morti è opera di misericordia antica quanto l’uomo e non dovrebbe esserci nemmeno bisogno di insegnarla. Eppure foto così paiono smentirlo. Il nostro mondo rifiuta la morte, non se ne può parlare. I nostri figli non partecipano alla sepoltura dei nonni perché ne resterebbero sconvolti. La nostra morte è un incidente, una disgrazia imprevista. La morte degli altri invece, dei poveri, dei neri, dei migranti, quella è normale. I loro corpi restano insepolti e se ne pubblica tranquillamente la foto. Sfocando il volto, certo, per rispetto della privacy. Ma chi stiamo diventando?

Tb 2,9-14 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Tb+2%2C9-14&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Far visita

Oggi è la festa della Visita di Maria ad Elisabetta. Come può un gesto tanto normale essere causa di festa? Eppure ora lo sappiamo bene… “Abbiamo sentito nostalgia per le strette di mano, le carezze e gli abbracci; ci è mancata anche solo la presenza fisica di chi frequentavamo prima che la pandemia ci colpisse. Abbiamo sentito un desiderio più profondo che ci ha spinti a rimanere in contatto con gli altri con ogni strumento tecnologico che ci permettesse di vederne almeno il volto. A poco a poco si è fatto largo il sospetto, che come c’è un modo di vivere individualista, può essercene uno altruista che trasmette speranza e ci permette di chiamare tutti amici, perché la dimensione mondiale del contagio d’un tratto ci fa scoprire tutti uguali, tutti fragili, tutti in pericolo”. (A. Lolli)*

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* https://lalocandadellaparola.com/i-nostri-libri/

Uno e Trino

È segreto ciò che non vogliamo si sappia. È dunque qualcosa di facile da capire, ma difficile da scoprire. Il mistero è l’opposto. Tutti lo possono vedere, ma capirlo non è certo facile. Dio Trinità non è un segreto, ma è certo un mistero. Approfondiamo nel video seguente https://youtu.be/iWSyE24CH10

Misteri

Gesù risponde alla loro domanda con un’altra domanda, per svelare le loro segrete intenzioni. Essi, per non tradirsi, non gli dicono nulla. Ci prepariamo a celebrare la S. Trinità chiedendoci che differenza corre tra un segreto e un mistero. Gesù era un uomo pieno di segreti, come i suoi interlocutori, o era un conoscitore di misteri?

Mc 11,27-33 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+11%2C27-33&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Senza frutto

Qualcosa non torna in questo Gesù che maledice un povero fico colpevole di non avere frutti fuori stagione. A meno che lo scopo non sia lanciare un segnale forte e chiaro. Il fico, nella Bibbia, rappresenta Israele e la Legge di Dio, alla cui ombra Israele vive e porta frutto. Trovarvi solo foglie, nient’altro che foglie e nemmeno un dolce frutto, è un po’ come rispettare una moltitudine di precetti religiosi senza dare amore. Per chi vive sotto la Legge di Dio, è sempre stagione di fichi, da lui ci si attende sempre amore. L’uomo pio senza amore è empio, è un albero secco sin dalle radici.

Mc 11,11-25 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+11%2C11-25&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Voglio vedere

Sarà stato anche un brav’uomo, questo Timèo, ma non era stato molto fine a chiamare il figlio Bartimeo. Significa infatti figlio di Timèo. Insomma: sarebbe stato come lui. La strada era già tracciata, per questo figlio, nulla di nuovo all’orizzonte. Ormai anche il suo corpo lo diceva a tutti: era cieco, e in strada ci stava seduto a mendicare. Era però consapevole dei suoi desideri: vedere e camminare. Avere la sua visione della vita e il suo percorso. La domanda di Gesù non lo colse impreparato: “che io veda di nuovo!”. E subito vide e lo seguiva lungo la strada.

Mc 10, 46-52 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+10%2C46-52&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1