Ciò che resta

Datevi da fare per il cibo che rimane per la vita eterna. “Ho sperimentato un contatto con l’essenza dell’umanità – scriveva una visitatrice alla mostra – Guardare le foto, leggere i testi è stato come ricevere una carezza su un braccio inerte, che anche se ci versi sopra del tè bollente non senti nulla: poi arriva quel tocco e inaspettatamente lo avverti. Le foto, le parole che avete scelto sono davvero potenti e parlano un linguaggio che tutti conosciamo, ma è da tempo dimenticato e rischia di diventare lingua morta perché quasi nessuno ti interpella più così: gli scambi della vita ordinaria sono spesso con la nostra parte razionale, produttiva, organizzativa, e con i nostri bisogni di consumo, materiale, affettivo e anche spirituale. Le foto e i testi ti parlano su altre frequenze, parlano alla tua stessa umanità. Mi sono chiesta se è per questo che a volte diventa così difficile anche stare in silenzio davanti a un tabernacolo, perché non sai cosa dire, perché hai perso il contatto con la tua dimensione più umana, che non ha bisogno di tante spiegazioni, ma sa avvertire la presenza e stare semplicemente con essa”.

http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+6%2C22-29&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Di nuovo

Ogni volta stupisce, ogni volta va riconosciuto. Gesù si manifestò di nuovo, e si manifestò così. Ogni volta è una nuova manifestazione, seguita da una nuova chiamata: seguimi. I vangeli ripetono, raccontano vari incontri con Gesù dopo la sua risurrezione, senza tenere in conto i precedenti. Ogni incontro col risorto è il primo incontro.

Gv 21,1-19 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+21%2C1-19&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Calma

Se pensiamo che questo fatto avvenne dopo la moltiplicazione dei pani, c’è solo da immaginare il subbuglio di emozioni nei discepoli. Domani li ritroveremo sulle stesse acque, forse sulla stessa barca, con un cuore assai più pesante. Disorientati e depressi, dopo la morte di Gesù, ovunque poseranno gli occhi sarà una fitta al cuore. Tutto sarà una ricordo doloroso: su quel monte predicava, in questa barca si pescava, su queste onde lui ci camminava. Come ha potuto accadere che morisse? E una voce sconosciuta chiederà Figlioli, non avete nulla da mangiare? Ma questo sarà il vangelo di domani.

Gv 6,16-21 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+6%2C16-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://www.settimanalediocesidicomo.it/2022/04/29/fino-all1-maggio-al-broletto-di-como-le-foto-di-don-raimondi-un-viaggio-fra-le-opere-di-misericordia-a-timor-est/

Semplicemente

Semplice, abbiamo bisogno di una vita semplice. Il nostro cuore è stanco e oppresso dall’ascolto di notizie e smentite, di dibattiti e polemiche, di ragioni e torti. E tutti che vogliono una buona ragione per ammazzare gli altri. Vieni Gesù, portaci la dolce mitezza del tuo giogo. Aiutaci a tirare la carretta con umiltà e pace, a sgobbare con serenità colmando la terra di sorrisi e fiori.

S.Caterina da Siena http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+11%2C25-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Invece che agli uomini

Bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini. A parlare non è un ribelle anticonformista, sempre e comunque contro. A parlare è Simon Pietro e si rivolge così al sommo sacerdote. L’aveva imparato da Gesù, che bisogna obbedire a Dio invece che agli uomini, fossero pure supremi capi religiosi. Nulla e nessuno infatti deve frapporsi tra la coscienza e Dio. La religione deve fare da trampolino per lanciare la coscienza nella vita interiore. È una spinta, non un blocco. Gesù seguì la sua coscienza fin sulla croce, soffrendo per essere incompreso dalle guide religiose. Non è bello essere squalificati, evitati come irregolari, lasciati cadere nel silenzio. Molti non resistono a sentirsi “sbagliati” e, forzando la propria coscienza e rinnegandola, rientrano nei ranghi obbedendo agli uomini. Troppo forte il bisogno di essere a posto, in sintonia coi superiori, in regola ad ogni costo. Ma di superiori non ce n’è. Le vere guide religiose sono fratelli liberanti. Magari maggiori, ma sempre fratelli. Non di più. Esempi di libertà interiore, di ricerca di verità, di dubbi e crisi e risposte. Ogni altro atteggiamento è clericalismo: tentativo di farsi obbedire credendosi Dio.

Atti 5,27-33 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=At+5%2C27-33&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

https://www.cittanuova.it/nessuno-lo-mai-visto-ritratti-timor-est/?ms=003&se=003

Salvaci

Gli uomini hanno amato le tenebre. E le donne subiscono le loro decisioni. Lo so che stiamo forzando il testo, lo so che uomini qui significa umanità, perché così è la lingua italiana. Ma in questi giorni si tocca con mano come la guerra sia cosa di uomini, anzi di maschi. Tutti questi generali, questi uomini in verde oliva, tutto questo argomentare sulle armi, e persino preti e patriarchi che spingono alla guerra. Solo volgari maschi che decidono il destino di molte donne e di qualche vero uomo che ancora crede alle parole di Gesù di Nazareth. Rimetti la spada nel fodero, perché chi colpisce di spada, di spada morirà. La violenza non si spegne mai con altra violenza. Dio non ha mandato il Figlio per condannare, ma per salvare.

Gv 3,16-21 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+3%2C16-21&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

I nostri libri

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Nuova umanità

Dovete nascere dall’alto, rinascere nuova umanità. In un mondo di mocciosi saputelli, essere ancora capaci di imparare. Rinascere dall’alto, diventare un’umanità che ascolta e osserva. Ieri, alla mostra, non ho saputo trattenermi da scattare questa foto. Entrati per caso, mano nella mano, lui del centro America e lei del Medio Oriente, osservando le foto di Timor, si traducevano a vicenda il testo “ospitare i pellegrini”. L’opera di misericordia era lì, davanti a me, in azione. Allora mi son detto: davvero ancora c’è speranza! Il Vento soffia dove vuole.

Gv 3,7-15 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+3%2C7-15&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Riportare parole e fatti

Forse si è firmato così, con un cenno autobiografico. Solo nel vangelo di Marco infatti si narra di questo ragazzino vestito di un lenzuolo, che seguiva Gesù al momento del suo arresto. Afferrato dalle guardie, lasciò il lenzuolo fuggendo nudo. Scena comica e profetica. Anche Gesù, al terzo giorno, fuggirà dal sepolcro sorvegliato dalle guardie, lasciando solo un lenzuolo. Anni e anni più tardi Pietro, scrivendo da Babilonia (=Roma), porterà i saluti di Marco, chiamandolo figlio mio. Pare che il vangelo nacque così, da appunti che Marco scriveva mentre Pietro raccontava durante l’eucarestia.

Mc 14,46-52
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Il segno

Pace! È la prima parola del risorto. La seconda è perdono. Il primo gesto del risorto è comparire a porte chiuse. Il secondo è mostrare le mani e il fianco. Un corpo di nuovo vivo, un corpo vivo in modo nuovo. Non è infatti un’apparizione, è un corpo umano, eppure si smaterializza e materializza dove desidera. È risorto, ma porta il segno delle ferite. Perché non è tornato completamente sanato? Mentre lo inchiodavano, li perdonava. Quel male è dunque perdonato. Eppure il segno resta. Fa ormai parte della storia di Gesù, della sua esperienza di vita. È un male per cui non porta rancore, con cui lui stesso ha fatto pace. Il crocifisso è risorto!

Gv 20,19-31 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Gv+20%2C19-31&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Come un bis

Quella che leggete qui sotto è la seconda conclusione del vangelo di Marco. Inizialmente il vangelo terminava in modo molto misterioso al v 8 (vedi link). Anche Luca non si accontentò e scrisse nientemeno che un secondo volume, gli Atti. Domani si leggerà la prima conclusione del vangelo di Giovanni. Anch’egli, dopo alcuni anni, non resistette ad aggiungerne un’altra, il cap 21. Insomma, dalla resurrezione in poi è tutto un inseguimento. Il risorto si fa trovare qua e là, si presenta, mangia, sparisce, ricompare… I discepoli credono, non credono, dubitano e annunciano. I testi dei vangeli, anni dopo, risentono di questo Big Bang che diede inizio alla corsa del vangelo nel mondo e terminano, poi riprendono, poi terminano di nuovo. Come un bis che il musicista concede al pubblico, un po’ per accontentarlo, un po’ perché non riesce a smettere di suonare.

Mc 16 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mc+16&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1