Non avere paura

Ora lo sappiamo, frequentava te e la tua famiglia da tempo. Forse per questo si permise di salire sulla tua barca, di chiederti di calare le reti in pieno giorno. È proprio un carpentiere, pensasti, e poi dicesti: sulla tua parola calerò le reti. Ma, davanti alla quantità enorme di pesce pescato, ti prese lo stupore: dove questo sta, succedono cose strane, sembra tutto un sogno. Ieri la suocera guarita, oggi le reti piene. Dove sto io, invece, va tutto a rotoli. Allontanati da me, sono un peccatore. Ma lui ti disse semplicemente di non avere paura. Lo diceva sempre a tutti.

Lc 5,1-11 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+5%2C1-11&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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E lei?

Sappiamo molto di te e di lui. Tra uomini si tende sempre a raccontare del lavoro, della parte pubblica della vita. Pescatore, poi discepolo e apostolo e capo. Sappiamo invece pochissimo di te e di lei, SimonPietro. Come si chiamava tua moglie? Era preoccupata quando partivi con lui? Chissà, forse fu tua suocera a capirti per prima, forse fu da quella febbre guarita che iniziò un cambiamento in tutta la famiglia. E tua cognata, la moglie di Andrea tuo fratello? Nelle vostre capanne, al ritorno dai viaggi con lui, quanti racconti. E questi tuoi occhi che cambiavano col tempo. Sei sempre più bello, ti diceva lei. È per quel maestro, aggiungeva sua madre.

Lc 4,38-44 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+4%2C38-44&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Una cosa sola

Eri tutt’uno con ciò che dicevi. Non c’era spazio tra le tue parole e te stesso, uno spazio che noi colmiamo di finzioni, di maschere, di ruoli che la vita ci chiede di portare, se non vogliamo che diventi più dura. Tu eri una cosa sola con te stesso, verbo fatto carne. Questo significa parlare con autorità.

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Lc 4,31-37 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+4%2C31-37&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Il mondo intero

Lo disse chiaro che era ben più di una scelta. La sua era un’obbedienza. Voleva ubbidire a Dio Padre, e Dio lo mandava oltre i confini di patria e religione. Lo mandava alla vedova di Sidone in Libano, a Namaan il siriano. Lo avrebbe mandato al centurione romano, all’indemoniato di Gerasa e molti altri ancora. Tutti stranieri alla terra o alla religione, ai margini e ai confini, comunque tenuti lontani, comunque messi fuori. E i suoi paesani lo presero sul serio e iniziarono da lui. Lo portarono fuori dal loro villaggio, sul ciglio del monte, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, se ne andò. Aveva un mondo intero a cui parlare.

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Lc 4,16-30 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Lc+4%2C16-30&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Su questo tema https://youtu.be/RUjdpgdO-b8

Quando esplode

È come l’esplosivo al plastico: inerte, innocuo, lo scambi per della comune plastilina. Poi, al passaggio della scarica elettrica, bummm! Così è chi cova rancore nel suo cuore. Al presentarsi dell’occasione propizia, tutta la rabbia esce ed esplode, trasformando la principessa Erodiade che c’è in noi, nella belva scriteriata con cui tutti ormai la conosciamo.

Mc 6,17-29 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&Versione_CEI74=1&Versione_TILC=2&VersettoOn=1&Citazione=Mc%206,17-29

Note di fondo

Sono come i profumi, le parabole. Questa, come note di testa, ha un forte senso di antipatia per queste vergini sagge, odiose prime della classe. Dopo un’ora emergono le note di cuore: c’è uno sposo, c’è un’attesa, c’è una possibilità per tutte e tutte si assopiscono. La realtà è dunque complessa. Dopo 6-8 ore, fino al giorno dopo, ecco le note di fondo. Uscendo cioè dalla parabola, ne trattieni l’insegnamento: vegliare, stare pronti, non sciupare le occasioni che la Vita ci manda.

Mt 25,1-13 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+25%2C1-13&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Racconteranno

Forse non oggi, forse non la senti, ma una generazione narra all’altra le tue opere, annuncia le tue imprese. Un giorno racconteranno il ricordo della tua bontà e della tua giustizia, dell’amore con cui gli hai insegnato com’è fatto il mondo, dell’esempio con cui gli hai mostrato cosa significa seguire il Vangelo e mettere gli altri al primo posto.

Salmo 145,1-7 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Sal+145%2C1-7&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

Posso?

“Oggi, in confessionale, ho appreso un termine nuovo”, disse monsignore a pranzo. “Quale sarebbe?”, chiese curioso l’anziano confratello. “Cazzeggiare – gli rispose – Starebbe a significare il non far nulla di particolare, perdendo tempo qua e là”. Scuotendo la testa, l’anziano spalancò gli occhioni azzurri, che ne avevano viste tante, e sospirò: “Abbiamo perso l’uso del latino!”. Io a quel pranzo c’ero, e rido ancora. Ma, in latino o in volgare, la sostanza resta la stessa: “Si quis non vult operari, nec manducet”. Chi non vuol lavorare, neppure mangi.

2Ts3 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=2Ts+3%2C6-10.16-18&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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Menta o mentire

L’ipocrisia porta guai, lo sappiamo tutti. Ecco perché ci impegniamo in una vita coerente e senza finzioni. Ma ecco altri guai. Che ne sarebbe infatti dei nostri sforzi, se fossimo coerenti sì, ma in ciò che conta meno, incuranti dell’essenziale? Ipocriti! Pagate la tassa su menta, aneto e cumino e trascurate giustizia, misericordia e fedeltà! Come uno che, rispettando i limiti di velocità, viaggiasse in contromano… Che guaio!

Mt 23,23-26 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=Mt+23%2C23-26&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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