emmaus

Era accaduto circa centocinquant’anni prima. Allora sì che eran bei tempi, quando i conti tornavano, quando la fede era premiata e le cose andavano come dovevano andare. Bei tempi in cui valorosi credenti sconfiggevano con tremila soldati malmessi un esercito agguerrito di cinquemila. Bei tempi in cui si aveva la soddisfazione di veder morire i cattivi e trionfare i buoni. Tempi di gloria in cui la terra santa era liberata dagli invasori. Che sia d’esempio a tutti i senza dio! Par di sentirlo ancora Giuda il Maccabeo gridare Non abbiate paura! Alzate le vostre voci! Tutti sappiano che Dio libera e salva Israele! Par di vederli ancora i nemici fuggire nelle campagne e sui monti della Filistea… Che grande giorno quello della battaglia di Emmaus! A Emmaus fu vittoria. Ecco perché quei due discepoli col volto triste se ne andavano là. Ecco perchè lungo il cammino discutevano e conversavano di quanto era accaduto a Gesù. Perché non si era ripetuta la vittoria? Perché Gesù aveva perso? Forse Dio non era con lui? E se davvero era con lui, perché l’aveva abbandonato nelle mani dei nemici? E, a furia di parlare, si fece sera e si fermarono alla locanda, vicino a Emmaus, in compagnia di quello sconosciuto. Fu a cena che cambiò tutto.

1Mac 4; Lc 24, 13-35

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