Giunti in Galilea, ripetemmo il gesto di Pietro e ci buttammo in acqua. Scherzando ci dicemmo che finalmente eravamo sicuri di esser battezzati. La notte la passammo sulle rocce in riva al lago, avvolti in qualche coperta, svegliati di tanto in tanto dalla musica della radio dei pescatori. Eravamo a Tabgha, Galilea, dove avvennero i fatti narrati nel Vangelo di oggi. Anche oggi, come allora, non solo a Tabgha ma in ogni via di città, si risentono le parole di quell’uomo: avete qualcosa da mangiare? Anche oggi, come per Pietro quel mattino, la risposta giunge prima di pensarla ed esce un secco e sbrigativo no! Come allora, continuiamo a non riconoscere quell’uomo che ci chiede aiuto, continuiamo ad allontanarlo bruschi. Pietro imparò e, più avanti, al povero paralitico che gli chiedeva soldi insegnò a camminare. Non si udì più un secco no ma, con dolcezza fissando lo sguardo su di lui, gli disse: non ho né argento né oro, ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù Cristo, il Nazareno, àlzati e cammina.
At 3, 1-6; Gv 21, 1-14
