segno

E’ così vero che pare un’ovvietà: se assicuri salute e offri cibo, la gente ti seguirà. Lo seguiva una grande folla, perché vedeva i segni che compiva sugli infermi. E quando furano saziati, visto il segno che aveva compiuto, volevano prenderlo per farlo re. Ma Gesù si ritirò di nuovo sul monte, lui solo. Sapeva bene che con poco li avrebbe conquistati, con un nulla se li sarebbe portati ovunque. Anche perchè la gente era stufa di sentirsi dare spiegazioni assurde, di sentirsi dire che la malattia la mandava Dio a causa dei peccati, che la fame e la carestia erano segno di lontananza da Lui. La gente desiderava e sentiva in cuore che Dio è Padre che sfama e cura, non un patrigno che impone sofferenze e digiuni. La gente seguiva Gesù perchè i suoi segni erano segno dell’amore vero che provava per i malati e gli affamati. I suoi segni non erano gadgets da distribuire, erano solo un reale anticipo dell’amore che Dio ha per ciascuno e dell’ira che Dio prova davanti ad ogni sofferenza umana. Un Dio che non resiste di fronte ad un malato o un affamato ed interviene sanando e sfamando. Un Dio che ci ha dato l’esempio.

Gv 6, 1-15

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