Gesù ha moltiplicato il pane e, subito dopo, si è dileguato. La folla lo cerca, lo trova e lui, con pazienza, avvia un discorso sul pane della vita eterna, disceso dal cielo. La gente allora pensa subito alla manna, a Mosè, al miracolo d’esser nutriti nel deserto, sull’orlo della morte per fame. Lui coglie al volo l’occasione e incalza: “Sono io il pane della vita, sono io il pane vivo disceso dal cielo”. La desertificazione della vita si ferma attraverso il contatto con Gesù. Come fare? Cosa fare? Ci riusciremo? Dalle parole di Gesù si capisce che non è questione di conquistarlo, di raggiungerlo. Non ci sono sforzi da compiere, semmai il contrario: non opporre resistenza. E’ Dio infatti che ci attira verso Gesù. E’ Dio che istruisce tutti e suggerisce come rimanere in contatto col Figlio. Ognuno di noi troverà la sua personale via di nutrimento, di contatto con l’anima e con lo Spirito.
