Ci vuole una bella umiltà, una bella forza, ad ammettere di far fatica, di non riuscirci, di non capire e però non volersene andare. Da chi andremo? dice Pietro a Gesù che chiede se volete andarvene anche voi. Sincera la possibilità che Gesù offre, non è un ricatto. Ma da chi, da chi potremmo andare, chi avremmo la forza di seguire? Magari ci abbiamo anche provato a non pensarci più, abbiamo pure tentato di fare come se Tu non ci fossi. Ma, forse a bassa voce, forse solo in sogno, lo ammettiamo: i momenti più veri su questa terra li abbiamo vissuti quando abbiamo agito nel tuo nome, quando eravamo uniti da te. Forse era solo una moneta nelle mani di un povero o un pomeriggio di volontariato al doposcuola con gli amici. Forse è stata quella visita in chiesa, da soli, un pomeriggio d’estate o quella Messa con quel prete così vecchio e quella gente così semplice, così ordinata, con quei canti che ci facevano ridere ma dove Tu c’eri. In quei momenti abbiamo sentito che c’era qualcosa di più, e un inspiegabile da chi andremo? ci è affiorato alle labbra. Avremo ancora l’umiltà di ripeterlo?
