Volevano apparire giusti e dissociati dai loro padri assassini di profeti. Aspirazione legittima ma pericolosa: rischiavano di costruire la loro identità sul ‘non’. Il loro pensiero era fisso sul ‘non esser come i padri’, sull’apparire giusti anziché persecutori di profeti. Non facevano che pensare ai loro padri e nel loro cuore abitava l’immagine di profeti uccisi inascoltati. Facevano di tutto per esser differenti da chi li aveva generati ed erano belli a vedersi ed entusiasmante ascoltarli. Nel loro interno però, nel profondo inconscio, il pensiero era uno ed era di morte. Erano divenuti dei sepolcri, belli ma pieni di ossa. Erano divenuti proprio ciò che temevano d’essere: portatori di morte. Più che preoccuparsi di ‘non’ esser come i padri, sarebbe bastato godersi d’essere se stessi. Sarebbe bastato constatare che era impossibile esser come i padri, per il semplice fatto che… non lo erano!
