Personale cammino

Non avevano interesse a nascondere l’identità del ‘buono’ o del ‘cattivo’, non stavano scrivendo un giallo con pretesa di best seller. Gli evangelisti non attendono il finale per svelare che Gesù è il Cristo. Il loro non è nemmeno un libro ma una testimonianza scritta di esperienze vissute. Per noi dunque non vi è nulla di nuovo: Gesù e Cristo sono abbinati da sempre. Ma come andò per lui? Quanto ci mise lui, Gesù, a capire e credere di essere il Cristo? Per quanti anni e decenni questo suo sentire rimase solo una sensazione interiore? Poi prese forma consapevole nella coscienza ed infine uscì dalla sua bocca, articolato in suoni  e parole: io sono il Cristo. Forse non immaginiamo nemmeno quanto scavo in se stesso dovette fare per giungere alla chiarezza serena con cui afferma: “Sono stato mandato per questo”. E poi a zittire i demoni perché sapevano che era il Cristo. Loro che avevano voglia di dirlo a tutti, per toglier la libertà di credere o meno, per non lasciare che ognuno facesse il suo cammino di conoscenza di sé e di lui, così come lui stesso aveva dovuto fare.

Lc 4, 38-44   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+4%2C+38-44&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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