Gesù emise un sospiro e disse al sordomuto: “Effatà, apriti!”. E quel sospiro fu il primo suono che udì, dopo anni di silenzio forzato. Un sospiro lieve gli aprì gli orecchi, un soffio leggero, come è il soffio dell’anima che ci parla. Un soffio che è facile tacitare, a cui spesso siamo resi sordi e muti chissà come, forse nemmeno per colpe nostre né di altri. I casi e le circostanze dell’ambiente in cui cresciamo, ci possono portare a rimanere sordi su alcuni argomenti, muti pur volendo parlarne. Intere epoche non hanno potuto dialogare di alcune cose. Tabù, ogni singola persona ha i suoi. Il piccolo cresce percependo che per essere un ‘bravo bimbo’ è meglio evitare di esprimersi in questo o quel campo. Così uno cresce sordomuto nell’affettività, l’altro soffoca la creatività, uno ancora rinuncia alla sua profondità spirituale. Effatà! Non tacere, esprimiti! Non temere, ascolta il sospiro dell’anima, lì dove abita Dio.
