A te bambina

Ti lasciassimo un attimo libera, come una bimba non vista nella sua cameretta, ti toglieresti certo tutti quei pizzi e quelle corone di cui i secoli t’hanno coperto. Con i piedini scalzi correresti fuori, a giocare con qualche pecorina, ad inseguire il vento di Galilea tra i campi. Bambina Maria, quanti fratelli avevi? Eri la più piccola di molti, la prima di alcuni? E’ romantico pensarti sulle ginocchia di tua madre che ti legge la Bibbia, ma quella povera donna avrà avuto a stento il tempo di badare a tutti in famiglia… E poi, lo sappiamo, a quei tempi la Bibbia in casa non l’aveva nessuno, tantomeno una donna! Una cosa è certa dal Vangelo: eri scaltra, determinata e autonoma. Non avresti mai risposto così all’angelo. Non saresti mai andata da sola da Elisabetta. Non avresti avuto la forza di seguire Gesù e saresti rimasta a recitare la parte della madre addolorata da un figlio che non le dà nipoti e di cui i sacerdoti dicon male. La tua fatica? Forse quella quotidiana croce di rimaner sua madre smettendo di esserlo… Cioè passare da essere la mamma di Gesù ad esser la madre di Cristo. Riconoscere in lui una forza celeste che lo portava oltre e che l’avrebbe portato alla croce. Passare dalle ansie premurose di una mamma, al lasciar libero il figlio di seguire la strada che la sua anima gli suggeriva. Così ti ritrovasti ad esser Madre di Dio, perché la libertà che gli lasciasti rese a lui possibile diventare un canale dello Spirito in terra, la presenza di Dio in lui e tra noi.

festa della natività di Maria    Lc 1, 23-43   http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+1%2C+23-43&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1

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