Divenute una

Per poco mi andava di traverso il caffè quando le ho viste. So bene che frequentano il corso professionale agricolo, ma non ci sono proprio abituato alle quindicenni che zappano la terra. Non sono nemmeno uno da feste a sorpresa, ma non la scampo. In perfetto italiano una di loro parla: “Grazie per essere venuto a visitare la nostra terra” e, in bocca a loro, questa parola pesa. Poi il via alle danze, tradizionali e non, e risate e gioia… Una tipica serata di adolescenti, tranne il finale. È il momento della preghiera ma, dopo il segno della croce, non iniziano i mormorii, le risatine, gli insopportabili ‘ssst’ degli educatori. Non avverto la solita ondata di poca fede e insofferenza. Scende un silenzio strano, un silenzio compatto, di respiri unificati. Mentre recitano le preghiere sono un corpo unico, una sola voce. Mi sento quasi spostare dalla vibrazione di quelle cento voci quindicenni divenute una. Il loro canto mi trasporta, non c’è coro che mi abbia mai fatto percepire tanta umile unità. Rientrato in camera, penso a Chiara d’Assisi che, con la sorella sedicenne, fugge di casa nella notte per unirsi alla preghiera di Francesco e degli altri.

S.Chiara (Assisi 1193 – 11 agosto 1253)

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