
Mi trascinano facendo a gara a chi mi tiene la mano ma, quando mi fermo di colpo guardando in terra, si bloccano. Dalla strada sterrata affiora una conchiglia fossile grande come una mano. “Tasi, tasi!” – mare! – cerco di spiegarmi, poi la suora mi aiuta. Le bimbe mi fissano meravigliate e scoppiano a ridere di gusto: mai sentita un’idiozia del genere! E mi tirano via da quel sasso. Hanno sei anni e a stento sanno di chi sono figlie, che gli importa dei fossili? Poi tutti in casa di un vecchione buono per fargli la Comunione. Lo fissano in silenzio curiose, mentre muove lento la bocca e mangia il Signore. Una volta fuori casa riprendono a urlare e saltare lanciandosi un sacchetto di plastica appallottolato. E scoppia a piovere ma non importa, perché la zumba si balla sotto la tettoia. E sono pochi quelli che si salvano? Che ne so io. So solo che oggi non riuscivo a contarli. So anche che di bambini poveri e scalzi è pieno il mondo. Quanto agli operatori di ingiustizia, credo siano un buon numero pure loro.