
Accovacciate tra i prodotti della loro terra, colorate come i frutti che hanno ottenuto a fatica. Ecco il mercato del sabato, così povero che nemmeno ci sono le bancherelle, così dignitoso da far arrossire. Perché partire all’una di notte, farsi ore a piedi nella foresta in montagna e giungere qui per guadagnarsi forse due o tre dollari, è di un’ingiustizia imbarazzante. Ma non c’è tempo per frignare, meglio esporre con grazia e armonia il poco da vendere, il dono della natura da trafficare. Sarebbe comico scavare una buca e buttarci ciò che a fatica ci hai cavato… Un po’ come credersi senza alcun talento, buoni solo per scavarsi una fossa e togliersi dai piedi. Lasciamolo fare a quelli che amano sentirsi disgraziati, che elencano i difetti della propria vita dimenticandone i doni. Noi non abbiamo tempo per queste idiozie. A casa ci sono dei bambini.