
In 36 giorni di immersione in un paese decisamente povero, non ho mai assistito ad un solo capriccio di bambino, mai udito un adolescente sbuffare o farsi beffe di un adulto. Non ho visto gettare cibo né mai mi sono stati chiesti soldi o cose. Eppure di bambini ne ho visti a migliaia e di case ‘normali’ una sola, abitata da funzionari stranieri. Il resto è stato capanne di palma e bamboo, baracche di lamiera, polvere e sole e acqua da recuperare con le taniche. In una vita che leggo il Vangelo, mai ho capito perché Gesù afferma che i poveri sono beati. Ora me lo domando più forte. Cos’ha la ricchezza, quale virus trasmette a chi la possiede, da trasformare il volto dei ricchi in quello di poveri pieni di guai? Di cosa si ammala chi ha tutto, tanto da girare con la faccia scura e tesa, lamentosa e insoddisfatta della vita? E da quale male immunizza la povertà, che dona un inspiegabile beato sorriso da ricco a chi la sperimenta?