Non bastava la fatica che lui stesso aveva fatto per dire a se stesso chi fosse, per accettare lui stesso la propria identità di Messia? Evidentemente no, non bastava. Ci voleva anche il coretto. L’aveva accompagnato tutta la vita, sin dal deserto delle tentazioni, e la musica era sempre quella: Se tu sei… Ora, sotto la croce, ancora lo ripetevano: Se sei il Cristo, scendi! Se sei il re, salvati! E lui non perdeva tempo ad argomentare con loro, ad affannarsi nel dimostrar d’aver ragione a dire d’essere il re. Inutile forzare le cose, a tirar l’erba non cresce più in fretta. Lui conosceva se stesso, era consapevole di sé e non gli occorreva saperlo dagli altri. E il re se ne morì così, sapendo di esserlo, sfottuto e solo, con sopra il capo una scritta in tre lingue – che tutti sapessero! – Costui è il re dei Giudei. E pensare che credevano d’essere ironici…
Cristo Re Lc 23, 35-43 http://www.lachiesa.it/bibbia.php?ricerca=citazione&mobile=&Citazione=lc+23%2C+35-43&Cerca=Cerca&Versione_CEI2008=3&VersettoOn=1