Chi dice che occorrano 2 anni, chi invece sostiene 7. I dati non sono concordi e perdoniamo chi li fornisce, il calcolo è in effetti complesso. In ogni caso è certo che, nell’arco di una vita, il corpo umano ricambia più volte i circa 100 mila miliardi di cellule che lo compongono. I nostri “fumettisti” della Genesi lo avevano già intuìto e resero bene l’idea con una vignetta in cui vediamo Dio che plasma l’uomo con polvere del suolo. Ve ne è però un’altra: Dio soffia nelle sue narici un alito di vita e l’uomo diviene un essere vivente. Saremmo dunque composti da un qualcosa in più, oltre il corpo fisico. In effetti, se in una vita il corpo si riforma più volte, perché invece la nostra identità non cambia? Come possiamo rimaner noi stessi in un corpo le cui cellule cambiano? Forse siamo un’anima?
