“Ragazzi, a 1000 like mi tingo i capelli, a 10.000 posto una foto in costume”. E via così, alzando sempre la posta in gioco, anche se gioco non è. E tutti a rispondere, a ‘spolliciare’, come dei piccoli imperatori con potere di vita o di morte. Sempre che poi di morte non si parli davvero, se i ‘dislike’ diventano troppi e la frustrazione insostenibile. Impossibile ormai, per un adolescente, reggere la disapprovazione del web. E lui, Gesù, cosa avrebbe detto oggi? Chi dice la gente che io sia? E voi? Per quanti ‘like’ avrebbe promesso un miracolo o una passeggiata sulle acque? Quel giorno era a caccia di consensi, preoccupato anche lui di piacere ad ogni costo? Può essere, che ne sappiamo. Forse invece era preoccupato del contrario, cioè che i suoi non avessero capito nulla di chi fosse in realtà. Perché lui per anni aveva scavato in se stesso ed ora sapeva di essere il Cristo. Scoperta dal prezzo altissimo. E perché, perché nessuno gli girò la domanda: chi dici che io sia? Chi sono io? Dimmi chi sono, non chi vuoi che sia.