
Curioso. I nostri figli sono disposti a tutto pur di essere al centro dell’attenzione e noi non siamo da meno. Vogliamo che qualcuno, almeno uno, punti una luce su di noi come attori illuminati al centro della scena. Questa pagina di Vangelo non ci consola dicendo che Dio punta su di noi la sua luce. No, non dice così. Dice di più, dice che noi siamo la luce. Noi siamo la luce del mondo. La luce non perde tempo a farsi illuminare. La luce si preoccupa di non spegnersi. L’unico modo per ardere è stare sempre a contatto con il fuoco inestinguibile dello Spirito di Dio. Allontanarsene porta, prima o poi, a perdere forza, perdere luce. Aggrappiamoci a quegli spazi quotidiani che ci fanno riprendere fiamma. Non facciamoci sconti, non rinviamoli mai a domani. Allontaniamoci da chi e da ciò che estingue il nostro ardore.
Mt 5,13-16. Gesù disse ai suoi discepoli:
«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente.
Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».