Cuore immacolato

Ce la immaginiamo come una famiglia perfetta, la sacra famiglia di Nazareth. Scambiamo i loro sacri e immacolati cuori con cuori privi di trepidazione, paura e ansia. Tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo. Perché ci hai fatto questo? Sono le uniche parole che conosciamo tra Gesù ragazzino e sua mamma. Anche cuori santi devono compiere la fatica di capirsi e accettare la sconfitta di non riuscirci sempre. Forse non è vero che l’amore porta a una totale e costante comprensione reciproca. L’amore, se è amore, resta forte anche quando l’altro diventa un mistero che ci sfugge. Il cuore resta immacolato, non si lascia macchiare dalla pretesa di voler comprendere tutto a tutti i costi. A suo tempo, anche Maria avrebbe capito il suo Gesù.

Cuore immacolato di Maria Lc 2,42-51 I genitori di Gesù si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesù rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che l’udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nàzaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore.