Giusta misura

Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci. Ai tempi di Gesù, questa espressione indicava i pagani e più genericamente quelli con cui non c’è affinità spirituale. Non sempre e non con tutti si possono condividere i pensieri della profondità dell’animo. Bisogna capire cosa dire, a chi e in che momento. Noi occidentali poi, questo ammonimento di Gesù potremmo prenderlo alla lettera. Di cose sante ne diamo infatti molte a cani, porci e altri animali. Non che qualcuno li porti a fare la Comunione, ma a Messa quello sì, così che il prete non possa dire che non c’era nemmeno un cane. Chiesa a parte, va detto che la nostra società è ormai così pagana e priva di vita spirituale, che spesso diamo agli animali quell’amore sacro riservato ai fratelli umani i quali, nel frattempo, vanno sempre più perdendo valore. Del resto, non avendo più un rapporto personale e diretto con Gesù Risorto, resta difficile amare i suoi fratelli più piccoli.

Mt 7 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Non date le cose sante ai cani e non gettate le vostre perle davanti ai porci, perché non le calpestino con le loro zampe e poi si voltino per sbranarvi.
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono quelli che vi entrano. Quanto stretta è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e pochi sono quelli che la trovano!».

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