San Tommaso

Dobbiamo proprio ringraziarlo Tommaso, altro che farne l’emblema dell’incredulità. Se non vedo e se non tocco, non credo. È importante per noi sapere che gli apostoli non furono dei creduloni. È fondamentale che abbiano voluto constatare, toccare con mano Gesù risorto. La resurrezione non è una cosa da poco… Avrebbe potuto essere una semplice visione, un’allucinazione collettiva, un’autosuggestione di gruppo. Meno male che dubitarono. I vangeli sono pieni zeppi di dubbi: non fu solo Tommaso a non credere. Pietro, Giovanni, la stessa Maddalena, nessuno di loro credette a prima vista. Questo ci conforta perché significa che la resurrezione di Gesù con il corpo fu verificata attentamente prima di essere ritenuta vera e dunque divulgata. Noi che crediamo pur senza avere visto, sappiamo di credere sulla testimonianza di chi credette perché vide e toccò Gesù risorto.

San Tommaso apostolo Gv 20,24-29 Tommaso, uno dei Dodici, chiamato Dìdimo, non era con loro quando venne Gesù. Gli dicevano gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il mio dito nel segno dei chiodi e non metto la mia mano nel suo fianco, io non credo».
Otto giorni dopo i discepoli erano di nuovo in casa e c’era con loro anche Tommaso. Venne Gesù, a porte chiuse, stette in mezzo e disse: «Pace a voi!». Poi disse a Tommaso: «Metti qui il tuo dito e guarda le mie mani; tendi la tua mano e mettila nel mio fianco; e non essere incredulo, ma credente!». Gli rispose Tommaso: «Mio Signore e mio Dio!». Gesù gli disse: «Perché mi hai veduto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto!».