Uscì a seminare

da DILI, TIMOR EST      Ragazzina, cosa semini lungo la strada? Non è un buon posto per seminare, cosa mai crescerà? Ma ognuno semina lì dov’è, semina ciò che ha, semina ciò che è. Azioni, pensieri, preghiere e imprecazioni: tutto è un seme. Noi stessi siamo un seme. Siamo anche terreno, siamo sassi, siamo rovi, siamo strada bruciata dal sole. Dissòda il nostro cuore, Signore. Rendici un po’ meno ciechi, un po’ meno sordi al grido dei miseri che arrancano nella polvere in cerca di un domani, come semi che sperano di cadere dove possano germogliare anche solo per un attimo. Il nostro cuore è un terreno poco profondo, i semi germogliano subito ma poi in fretta si seccano. Facilmente ci emozioniamo ascoltando le storie dei poveri, ma poi in fretta torniamo alla nostra vita, dimenticandoci di loro.

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Mt 13,1-9   Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

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