
da DILI, TIMOR EST Saremo inquieti, non saremo in pace, finché avremo un secondo di tempo da perdere per qualcuno. Non avremo scuse pronte, priorità e preferenze prestabilite. Non ci sarà una vita da tenere per sé e un resto da dedicare agli altri. Perché sarà esattamente perdendo tempo e forze per gli altri che ci ritroveremo con tempo ed energie moltiplicate. E il Signore ci aprirà gli occhi, se glielo consentiamo, e finalmente vedremo. Vedremo la fatica, vedremo la fragilità delle persone e il nostro cuore si commuoverà. Impareremo la misericordia, la bontà, impareremo ad abbassarci per vedere il mondo dalla prospettiva altrui. La vedete la foto? È il “Timor Plaza”, l’unico grande centro commerciale di Dili e della nazione tutta. Una scatola cinese di cemento, piena di negozi di cellulari e vetrine di Nike, Adidas e simili con i prezzi assolutamente identici ai nostri. Tutto ciò misto a mercanzie di infima qualità, vendute da ragazze che invitano i clienti a tutto volume. Dopotutto siamo in Asia, terra di mercanti. Guardate meglio. A sinistra, sotto le scale, c’è un’insegna rossa e lì, sedute pazienti, decine di persone. Attendono per ore di incassare i dollari in contanti che un amico o un parente ha spedito da lontano. Un bicchiere d’acqua fresca che non risolve il problema, ma ridona speranza e fa sentire meno abbandonati.
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Mt 10,34-11,1 Gesù disse ai suoi apostoli:
«Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. Sono infatti venuto a separare l’uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera; e nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa.
Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; chi ama figlio o figlia più di me, non è degno di me; chi non prende la propria croce e non mi segue, non è degno di me.
Chi avrà tenuto per sé la propria vita, la perderà, e chi avrà perduto la propria vita per causa mia, la troverà.
Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato.
Chi accoglie un profeta perché è un profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto perché è un giusto, avrà la ricompensa del giusto.
Chi avrà dato da bere anche un solo bicchiere d’acqua fresca a uno di questi piccoli perché è un discepolo, in verità io vi dico: non perderà la sua ricompensa».
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.