
da DILI, TIMOR EST Noi ai prodigi divini non badiamo più, ci pare cosa poco fine. Ci è quindi difficile cogliere la provocazione di Gesù che afferma: per molto meno c’è chi crede molto di più. Eppure questa constatazione la usiamo spesso, riferita magari alla qualità della vita: con molto meno si gioiva molto di più. Si stava meglio quando si stava peggio. Ognuno è libero di rimpiangere il tempo in cui la vita era più dura, anche se viene il dubbio che ad essere rimpianta non sia la miseria ma l’età. L’importante è usare il passato e la prima persona. Vietato invece l’uso del presente e soprattutto della terza plurale: stanno meglio perché stanno peggio. Certo, nessuno avrebbe mai il coraggio di affermare un’idiozia del genere (speriamo). Vi sono però versioni più sfumate, quasi delicate, quasi condivisibili, che escono dalla nostra bocca quando ci parlano di loro, dei poveri: “Non hanno nulla ma sono felici; sono scalzi ma corrono spensierati; hanno due stracci ma sorridono sempre” e altre cose del genere. Due le domande: se sono davvero felici, perché fanno di tutto per cambiare? Se veramente li riteniamo più sereni di noi, perché non andiamo a vivere come loro? Affermare che la miseria non è poi così male potrebbe avere molti motivi. Potrebbe essere una difesa per non impegnarsi ad aiutare. Oppure, più inconscio, potrebbe essere un modo per esternare la nostra infelicità: ho tutto tranne che la gioia. Quella gioia profonda che ha chi non ha nulla se non Dio e i suoi prodigi.
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Mt 11,20-24 Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».