
da DILI, TIMOR EST È vero, a volte sembra di svuotate il mare con le mani. Le difficoltà che la vita ci mostra sono tanto grandi che potrebbero spingerci alla rinuncia: a che serve prodigarsi se nulla mai cambia? Gesù avrà pensato lo stesso, chissà quante volte. Lo pensa anche ora: il mondo pare non aver recepito il suo messaggio di fraternità universale. Ma Gesù non perse mai la speranza: il regno dei cieli è piccolo, dunque crescerà. I piccoli gesti d’amore sono potentissimi. A volte li compiamo inconsapevoli del loro potere d’espansione: è solo un seme, non un albero! Ieri hanno voluto farmi visita un ragazzino di tredici anni e uno studente universitario. Sono partiti al mattino presto, hanno usato due bus, e puntuali erano a casa mia alle dieci, carichi di borse. Siete stati al mercato?, chiedo ingenuamente. No, era tutto per me. Chili di banane, due polli, una maglietta con la bandiera italiana e timorese, e sei costosissime mele (qui non crescono). Perché? Riconoscenza, gratitudine. Tempo fa, tramite la sorella maggiore del ragazzino, lo studente aveva chiesto aiuto per completare il pagamento del semestre. Potendomi fidare di lei, avevo inviato qualche decina di dollari al ragazzo. Poi me l’ero dimenticato. Ora lui era lì, davanti a me, come un grande albero carico di frutti di gratitudine.
Mt 13,31-35 Gesù espose alla folla un’altra parabola, dicendo: «Il regno dei cieli è simile a un granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo. Esso è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande delle altre piante dell’orto e diventa un albero, tanto che gli uccelli del cielo vengono a fare il nido fra i suoi rami».
Disse loro un’altra parabola: «Il regno dei cieli è simile al lievito, che una donna prese e mescolò in tre misure di farina, finché non fu tutta lievitata».
Tutte queste cose Gesù disse alle folle con parabole e non parlava ad esse se non con parabole, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta:
«Aprirò la mia bocca con parabole,
proclamerò cose nascoste fin dalla fondazione del mondo».
