Coraggio

da DILI, TIMOR EST La paura, sempre lei la nostra più grande nemica. È difficile ammetterlo, ma siamo tutti dei gran paurosi. Qui sono circondato da paurosi. Non parlo della paura di affrontare una fatica, un lungo cammino a piedi o la sete o un dolore. In questo vedo molto coraggio. Ma una paura più profonda abita il cuore di questa gente e, mi domando, forse anche il mio, il tuo. La paura d’essere sbagliato, la paura di non essere capito, d’esser giudicato, di perdere la faccia. La paura che il giudizio negativo si ripercuota sulla famiglia e la vergogna si estenda a chi ami. È la paura originale di Eva, di Adamo, che dicono a Dio abbiamo udito i tuoi passi e abbiamo avuto paura. Paura persino di urlare i propri sogni perché quando tutto è difficile, quando anche avere un paio di belle scarpe è un sogno, hai paura che parlando ti svegli e l’immagine svanisca. Quante volte mi sento chiedere “sei arrabbiato con me?”. Certo, la sensibilità asiatica non è mai capita a sufficienza da un rozzo occidentale, ma credo che non si tratti solo di questo. Forse la colonizzazione, forse il genocidio, forse la miseria. Tutto ha scavato e seminato paura. Dovremmo essere tanto buoni, tanto sorridenti, da far passare la paura con un solo sguardo: coraggio, sono io, non abbiate paura!

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Mt 14,22-33 Dopo che la folla ebbe mangiato, subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo. La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!». Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?». Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».