
da DILI, TIMOR EST L’ho già detto e ne sono sempre più convinto: vi sono luoghi e situazioni in cui è molto più facile leggere il vangelo. Certo, bisogna andarseli a cercare questi luoghi, perché spesso sono nascosti. Ieri alcuni amici mi hanno portato a vedere un parco di mangrovie in riva al mare. Qualche famiglia passeggiava, scattava foto, come si è soliti fare un po’ dappertutto alla domenica pomeriggio. Al rientro ho chiesto d’essere accompagnato alla discarica della città. All’inizio non si vedeva che una distesa di rifiuti fumanti. Poi il ragazzo mi ha indicato “labarik, leten”, dei bambini lassù. Eccola, la domenica dei bambini più poveri. È uguale al lunedì, è uguale ad ogni altro giorno di questa vita in discarica, la vita di chi non è in carico a nessuno. Raccolgono barattoli di metallo o plastica, li andranno a rivedere per qualche moneta. Al vedermi si intimidiscono, si compattano, si girano, si portano la maglietta al volto. Si vergognano e hanno paura. Non dovrebbe essere il contrario? In quella discarica ci sono anche i miei rifiuti. Cosa devo fare? Non posso andarmene senza averli salutati, rotto la barriera. Non posso fuggire con le loro immagini senza aver detto loro chi sono. In fondo allo zaino trovo quattro caramelle e, mostrandole come una bandiera bianca, mi avvicino. Parlo loro, gli dico il mio nome, da dove vengo, tendo la mano al bambino e ricambia sorridendo. Stringo tutte quelle manine, nere come il carbone (vedi foto sotto). “Da da”, ciao ciao, li saluto prima di andarmene. “Hare dalan”, mi dice la più grande, quella che in foto si copre il volto. Hare dalan, buon viaggio, letteralmente “guarda la strada”. Mi ricorda sempre il saluto scout “buona strada”. Già, hare dalan, qual è la strada per entrare nella vita? Nella vita vera, quella che vivono veramente milioni di persone. Vieni e seguimi!, dice Gesù. Dove vai, maestro? Vado a dare ai poveri tutto quello che possiedo. Vado a entrare nella vita.
https://lalocandadellaparola.com/bdbf-onlus/
Mt 19,16-22 un tale si avvicinò e gli disse: «Maestro, che cosa devo fare di buono per avere la vita eterna?». Gli rispose: «Perché mi interroghi su ciò che è buono? Buono è uno solo. Se vuoi entrare nella vita, osserva i comandamenti». Gli chiese: «Quali?».
Gesù rispose: «Non ucciderai, non commetterai adulterio, non ruberai, non testimonierai il falso, onora il padre e la madre e amerai il prossimo tuo come te stesso». Il giovane gli disse: «Tutte queste cose le ho osservate; che altro mi manca?». Gli disse Gesù: «Se vuoi essere perfetto, va’, vendi quello che possiedi, dallo ai poveri e avrai un tesoro nel cielo; e vieni! Seguimi!».
Udita questa parola, il giovane se ne andò, triste; possedeva infatti molte ricchezze.
