Va bene?

Viviamo in una parte di mondo così liquida e inafferrabile che, poco a poco, pure noi ci abituiamo a dir sempre e solo “dipende”. Se per te va bene, è bene. Se per me non va bene, non è bene. Dipende da come la pensa ciascuno. Il male allora esiste davvero o è soltanto un’opinione diversa dalla mia? Erode disse: Giovanni l’ho fatto decapitare io! L’ho ammazzato per bene, io ho dato la sua testa alla ragazzina che me l’aveva chiesta su suggerimento della madre. Non vi è dunque solo chi sbaglia, chi commette atti violenti in preda all’ira o chi compie atti osceni per debolezza umana. C’è chi il male lo sceglie, lo pianifica, lo vuole. Le guerre non scoppiano, come spesso diciamo. Le guerre sono lentamente accese da uomini malvagi per trarne vantaggio. La miseria non è solo causata da calamità imprevedibili, ma è lasciata volutamente dilagare per poter controllare le masse e concentrare i capitali. Esiste la mafia, esiste la corruzione pianificata e studiata. Esistono gli arrampicatori che fanno carriera nel mondo e nella Chiesa consapevolmente sgomitando. Il male non è un caso, non è uno sbaglio né la semplice assenza di bene. Il male spesso è voluto. Certo, vi è chi non aiuta il prossimo solo perché è distratto, e già questo è grande vergogna. Ma vi è pure chi non li aiuta perché non vuole affatto aiutarli, li disprezza e li ritiene inferiori. Erode non sapeva cosa pensare, perché il male l’aveva fatto bene e Gesù lo inquietava perché faceva bene il bene. Chi avrebbe vinto? E cercava di vederlo.

Lc 9,7-9 il tetràrca Erode sentì parlare di tutti questi avvenimenti e non sapeva che cosa pensare, perché alcuni dicevano: «Giovanni è risorto dai morti», altri: «È apparso Elìa», e altri ancora: «È risorto uno degli antichi profeti».
Ma Erode diceva: «Giovanni, l’ho fatto decapitare io; chi è dunque costui, del quale sento dire queste cose?». E cercava di vederlo.