
Ognuno potrà ricercare l’etimologia dei nomi di questi tre arcangeli. Quello che è certo è che ne abbiamo bisogno. Urgono arcangeli che salgano e scendano dal cielo sopra ogni figlio di uomo portando un messaggio. Angelo significa infatti “portatore di un messaggio”. Non dimentichiamo che “V-angelo” vuol proprio dire “bella notizia”. In questa vita fatta di messaggini, abbiamo bisogno di messaggi e messaggeri forti e belli, che ci guariscano l’anima e il corpo, sempre tesi e tirati in un agonismo vano. Siamo corridori di una gara mai dichiarata, in competizione con chi in realtà non ci è avversario. Dobbiamo invece darci tutti una mano, trasmetterci forza, serenità e vita. Se Dio è amore, i suoi angeli non fanno che ripetere “ti amo”. Lasciamoli scendere a inciderlo sulla dura pietra dei nostri cuori.
Santi Arcangeli Michele, Raffaele, Gabriele Gv 1,47-51 Gesù, visto Natanaèle che gli veniva incontro, disse di lui: «Ecco davvero un Israelita in cui non c’è falsità». Natanaèle gli domandò: «Come mi conosci?». Gli rispose Gesù: «Prima che Filippo ti chiamasse, io ti ho visto quando eri sotto l’albero di fichi». Gli replicò Natanaèle: «Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d’Israele!». Gli rispose Gesù: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto l’albero di fichi, tu credi? Vedrai cose più grandi di queste!».
Poi gli disse: «In verità, in verità io vi dico: vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sopra il Figlio dell’uomo».
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