
“Anything you say can and will be used against you in a court of law”. Qualsiasi cosa dirai potrà essere e sarà usata contro di te in tribunale. È parte del “Miranda warning”, gli avvertimenti che negli Stati Uniti vanno esplicitamente dati all’accusato prima dell’interrogatorio. Ma ovunque noi siamo, ci sentiamo sempre in pericolo di cadere vittima delle nostre stesse parole. Anzitutto perché spesso non riusciamo a trattenerle, e ci escono di bocca senza passare dal cervello. Attendere tre lunghi secondi prima di rispondere ridurrebbe i rischi e aumenterebbe, tra l’altro, la trasmissione di calma e forza. Vi è poi chi ci tende insidie proprio col fine di farci perdere la pazienza, rivelare segreti o confidenze inopportune. Dal saltafosso tra colleghe all’infiltrato dei servizi segreti, il mondo è tutto un esempio a riguardo. Ancora una volta troviamo la risposta in un’altra pagina dei vangeli: il vostro parlare sia sì sì, no no, il di più viene dal maligno.
Lc 11,47-54 il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.