

La Geènna, con il suo fuoco inestinguibile, era la discarica di Gerusalemme. Non è chi ci uccide che dobbiamo temere. Anche il bambino che ami può farti perdere sonno e salute. Anche per amore si può morire. Devi temere colui che ha il potere di gettare nella Geènna. Temi ogni sistema economico e sociale che getta nella Geènna donne e bambini. Temi ogni persona che accetta di vedere immagini come queste senza farsi problemi. Temi di diventare anche tu così, indifferente. Temi di adeguarti all’ingiustizia, di non curarti di quanto accade agli altri. Temi chi rifiuta un aiuto, temi di rendere rifiuto chi ti chiede aiuto. Temi la Geènna perché ti annienta le speranze e ti fa dimenticare che cinque passeri si vendono per due soldi. Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio.
Lc 12,1-7 si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli:
«Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze.
Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui.
Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!».