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Ecco perché ci affrettiamo a dire che non stiamo poi così bene, che siamo pieni di problemi e che siamo a corto di risorse. Ecco perché, di fronte al dolore enorme di masse intere di popoli violentati dalla miseria, immediatamente rassicuriamo noi stessi dicendo che sono abituati. Come se ciò che vediamo fosse un po’ meno grave, un po’ meno ingiusto, un po’ più accettabile. Vedere, sapere, ci rende responsabili e noi non lo vogliamo. Perché la nostra coscienza ci dice che spetta a noi dare la razione di cibo a tempo debito al resto della servitù, come amministratori fidati e prudenti. Spetta a noi, se no a chi? A chi sta meglio di noi, a chi ha di più. C’è sempre chi ha di più, è vero. Ma c’è anche chi ha di meno, molto meno. Meno possibilità, meno occasioni, meno forza, meno cibo, meno “speranza di vita alla nascita”. Abbiamo una grande responsabilità: quella di curarci degli altri. Quella di capire che tocca a noi. A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più.

https://it.m.wikipedia.org/wiki/Stati_per_aspettativa_di_vita

Lc 12,39-48 Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».
Allora Pietro disse: «Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?».
Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi.
Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli.
Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche.
A chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».