Il fuoco sulla terra

Si sente forte che il vangelo fu scritto anni dopo la resurrezione. Anni di persecuzioni. Anni di incomprensioni e tradimenti persino all’interno delle famiglie: saranno divisi due contro tre e tre contro due. Non significa che l’evangelista inventò queste parole per motivare i martiri, attribuendole a Gesù stesso. Significa che ritenne importante riportarle, proprio perché Gesù le aveva realmente pronunciate anni addietro. Sorge allora una domanda: perché Gesù disse queste cose? Forse erano frutto della sua esperienza personale in famiglia? Dai vangeli non parrebbe così. Forse erano la risposta a qualche discepolo che gli aveva confidato problemi in famiglia a causa della scelta di seguire il Rabbì di Nazareth. Non lo sappiamo. Però è certo che sono parole verissime. Quando in coscienza si compiono scelte per il vangelo, quando in coscienza si prendono decisioni per potersi mantenere più fedeli a Gesù, non è detto che si venga capiti o stimati nemmeno dai propri cari. Bisogna metterlo in conto, ci avvisa Gesù. Poi, col tempo e la preghiera, i legami si rinsalderanno, le intenzioni si chiariranno. Ma se si attenderà l’unanimità degli assensi, non si deciderà mai. E si perderà Gesù.

Lc 12,49-53 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».