Per mestiere

Il problema di questo capo della sinagoga non era accertare l’autenticità della guarigione miracolosa. Non gli interessava, la dava per certa. Il problema era che in giorno di sabato non si deve lavorare: venite a farvi guarire nei giorni feriali, non di sabato! Eppure dovrebbe essere il contrario: una guarigione miracolosa non può che essere nel giorno di Dio! Anche le azioni più sacre possono diventare null’altro che un lavoro, un mestiere. Cosa resta se non c’è coinvolgimento personale, se manca emozione e se il cuore non batte forte? Che tristezza quando il prete “legge” la Messa col cuore altrove, quando la carità ha gli orari, quando i sacramenti hanno le tariffe. Quanta fede è spenta dal vedere questi burocrati del sacro, ridotti a passa carte della Chiesa! Quanto invece fa bene accorgersi che sotto le sacre vesti c’è un cuore che accelera i battiti, una voce rotta dall’emozione di proclamare parole in cui crede davvero. Evangelizzare non è un mestiere, è molto di più. Così come ogni mestiere può essere occasione di evangelizzazione.

Lc 13,10-17 Gesù stava insegnando in una sinagoga in giorno di sabato. C’era là una donna che uno spirito teneva inferma da diciotto anni; era curva e non riusciva in alcun modo a stare diritta.
Gesù la vide, la chiamò a sé e le disse: «Donna, sei liberata dalla tua malattia». Impose le mani su di lei e subito quella si raddrizzò e glorificava Dio.
Ma il capo della sinagoga, sdegnato perché Gesù aveva operato quella guarigione di sabato, prese la parola e disse alla folla: «Ci sono sei giorni in cui si deve lavorare; in quelli dunque venite a farvi guarire e non in giorno di sabato».
Il Signore gli replicò: «Ipocriti, non è forse vero che, di sabato, ciascuno di voi slega il suo bue o l’asino dalla mangiatoia, per condurlo ad abbeverarsi? E questa figlia di Abramo, che Satana ha tenuto prigioniera per ben diciotto anni, non doveva essere liberata da questo legame nel giorno di sabato?».
Quando egli diceva queste cose, tutti i suoi avversari si vergognavano, mentre la folla intera esultava per tutte le meraviglie da lui compiute.