Scia di luce

Non c’è pagina di vangelo più difficile di questa, perché è facile interpretarla al contrario. Ed è molto pericoloso. Estrapolata dal resto dei vangeli, potrebbe sembrare un inno alla miseria, una esaltazione della sofferenza, un incitamento alla rassegnazione al male. Sarebbe in totale contraddizione con la vita stessa di Gesù, che passò la vita a curare e guarire anime e corpi di ebrei e stranieri, facendo di tutto per asciugare lacrime, allontanare la morte e costruire un mondo più giusto. Chiama beati, felici, quelli che noi chiameremmo disgraziati ed infelici. Felici e fortunati, perché arrivano i discepoli di Gesù, arrivano i santi, gli “alter Christus”. Ecco chi sono i santi. Pochi, pochissimi, che hanno fatto della loro vita una seconda discesa in terra di Cristo. Pochi, pochissimi, la cui scia di luce valga davvero la pena di seguire.

Festa di tutti i santi Mt 5,1-12  vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».