Dovere

Abbiamo fatto quanto dovevamo fare. Forse farebbe bene anche a noi, di tanto in tanto, ripeterci queste parole senza sconti. Niente eroismi, insomma. Niente aspettative di solenni ringraziamenti. Hai fatto solo il tuo dovere, ora puoi andare. Già, il dovere. Si può ancora pronunciare questa parola, nel nostro mondo fatto di “non me la sento”? Eppure Gesù parla dell’amore come di un dovere. Ecco il mio comandamento: amatevi come vi ho amato. Noi dobbiamo amarci. Noi dobbiamo compiere opere di misericordia. Non possiamo pensare nemmeno un istante di esserne esentati. Essere al servizio della misericordia è la nostra stessa identità. Se poi qualcuno vorrà ringraziarci, gli risponderemo di ringraziare il Signore. E, se capirà, lo sentiremo rispondere come spesso ho sentito: “Ringrazio Dio che ti ha inviato a me, e ringrazio te che gli hai ubbidito”. Ho soltanto ubbidito, ho fatto quanto il vangelo mi chiede di fare. E ciò mi rende felice.

Lc 17,7-10 Gesù disse:
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».