La scelta

Forse questo Zaccheo era solo un grande emotivo. Vende l’anima per il denaro, si arrampica sugli alberi per vedere Gesù, poi annuncia platealmente grandi propositi di riparazione. Noi viviamo di emozioni e, se ci mancano, ce le procuriamo. Eppure giustamente diffidiamo di chi è guidato solo dalle emozioni, senza un piano, senza un ragionamento. Viviamo in una società adolescente, fatta di azioni e parole impulsive, di minacce esplosive e promesse immediate quanto impossibili. È tutto un mondo di adolescenti che vanno a botte e cannonate, poi ci stupiamo se gli amori finiscono a coltellate. Zaccheo si emozionò all’incontro con Gesù. Anche Gesù si emozionò alle parole di quel piccolo uomo che era cresciuto, che aveva scelto con emozione e ragione, con testa e cuore. Io do la metà di quello che possiedo ai poveri. Fosse stato in preda ad uno slancio emotivo e irrazionale avrebbe detto do tutto. Invece disse la metà, che è tantissimo. La metà di ciò che possiedo. Chi mai ci riuscirebbe? Una scelta fortissima, ma pure calcolata e ragionata. Siamo certi che mantenne la promessa.

Lc 19,1-10 Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là.
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!».
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto».
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».