Il re dirà

Eccole, le opere di misericordia. La tradizione ce ne ha consegnato un elenco più lungo, attingendo anche all’antico testamento e ad altre pagine di Vangelo. Le ha poi suddivise in due gruppi, quelle spirituali e quelle corporali. Papa Francesco ha suggerito di aggiungerne una quindicesima: “avere cura della casa comune”, cioè il creato. Gli elenchi, lo sappiamo, tendono sempre ad allungarsi ed è un buon segno. Non si può infatti porre limiti alla misericordia così come, purtroppo, infiniti e costanti sono i bisogni dell’umanità. Ciò che importa sono le opere, non le buone intenzioni mai realizzate né le scuse addotte per giustificarsi: quando mai ti abbiamo visto? Questo è esattamente il problema: che non mi hai visto. Non hai visto né me né gli altri. Hai avuto occhi solo per te stesso. Hai vissuto come se fossi l’unico essere umano. Ed è questa la solitudine che ti sei scelto per l’aldilà. Perché ognuno troverà ciò per cui ha vissuto.

Cristo Re dell’universo Mt 25,31-46 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

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