Quelle monete

È verissimo ciò che dice Gesù. Ci vuole più coraggio a donare il poco che ci serve piuttosto che il molto che ci è inutile. La prova sperimentale è alla portata di tutti noi. Promuovete una raccolta benefica di vestiti usati, alimenti, prodotti per l’igiene o cose simili. Molta gente risponderà senza fare la difficile anche perché, ammettiamolo, c’è sempre qualcosa che giace nell’armadio da tempo e la richiesta diviene occasione di riordino. Promuovete per la stessa causa una raccolta di denaro. La risposta sarà molto più timida, dovrete essere precisi nel rendiconto e pronti a ricevere più consigli che soldi. Non perché la gente sia cattiva, malfidente o tirchia, ma perché difficilmente il denaro è ritenuto superfluo (a meno che si tratti – appunto – delle monete di rame date in offerta a Messa). Il denaro in se stesso non è nulla se non una possibilità futura, e dunque è sempre prezioso. Sempre difficile da donare. Chi riesce a farlo compie uno dei gesti più generosi.

Lc 21,1-4 Gesù, alzàti gli occhi, vide i ricchi che gettavano le loro offerte nel tesoro del tempio.
Vide anche una vedova povera, che vi gettava due monetine, e disse: «In verità vi dico: questa vedova, così povera, ha gettato più di tutti. Tutti costoro, infatti, hanno gettato come offerta parte del loro superfluo. Ella invece, nella sua miseria, ha gettato tutto quello che aveva per vivere».