
Sembra che Gesù ci voglia avvertire di quanto accade ogni volta che cerchiamo di diffondere l’amore del vangelo. C’è un torpore nel quale abita indisturbato il male. La miseria dilaga e non passa, le prepotenze di pochi non trovano ostacoli. Le guerre procedono senza risolvere nulla eppure hanno la fiducia di molti. Gettare in questa calma maligna una parola di amore, nuotare controcorrente in questo male, non può essere privo di rischi. Come un rettile immobile disturbato all’improvviso, il male reagirà. Verranno giorni quindi in cui non resterà nulla della bellezza divina e dei voti dei fedeli. Il bene suscita l’opposizione del male, perché il male teme il bene. Non vi terrorizzate dunque perché queste cose devono accadere, è giocoforza che accadano. Non scoraggiamoci se il bene che compiamo nel nome di Gesù trova l’opposizione di alcuni ed è ignorato da molti. Fa parte del grande gioco della vita, dell’avventura dell’evangelizzazione.
Lc 21,5-11 mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta».
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo.