Non prima

Un parroco una volta si vantava di preparare l’omelia nel tempo che gli occorreva per andare dalla sacrestia all’altare. I risultati, ve l’assicuro, si vedevano. Forse queste parole di Gesù sostengono un comportamento del genere? Sono un invito all’improvvisazione? Mettetevi in mente di non preparare prima la vostra difesa. Ma cosa significa prepararsi? L’atleta prepara la gara, l’insegnante la lezione e il prete – speriamo! – l’omelia. Siate pronti, dice Gesù. Preparate la gara, ma soprattutto preparatevi “alla” gara, alla lezione, all’omelia, all’incontro, alla cena. Preparatevi ad ascoltare il vostro stesso cuore perché è lì che, nel momento presente, vi sarà data la forza di essere connessi con tutti voi stessi. Diversamente sarete solo tesi come una ragazzina che recita a memoria la poesia, senza capirne il testo. Preoccupata solo di scordarlo.

Lc 21,12-19 Gesù disse ai suoi discepoli:
«Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza.
Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere.
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto.
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».