
Osservate. Le luci di Natale si accendono sempre più nelle vie delle città e le vetrine ci incantano di colori. Viviamo nella società dell’immagine e vediamo ogni giorno migliaia di foto, di video. Anche i messaggi con cui comunichiamo sono sempre meno scritti e sempre più da guardare. Torneremo ai graffiti sulle pareti delle caverne? Osservate, dice Gesù. Non limitatevi a vedere, nemmeno a guardare. Osservare, guardare attentamente, tenere gli occhi fissi su qualcosa o qualcuno, fino a significare osservare una promessa, una regola, una parola data. Osservate quello che accade, dice Gesù. Osservate anche la mia parola. Nel senso di leggerla, guardarla, seguirla e rispettarla. Perché è una parola che non passa, che non cambia. Il primo a osservare il vangelo è infatti Gesù stesso.
Lc 21,29-33 Gesù disse ai suoi discepoli una parabola:
«Osservate la pianta di fico e tutti gli alberi: quando già germogliano, capite voi stessi, guardandoli, che ormai l’estate è vicina. Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che il regno di Dio è vicino.
In verità io vi dico: non passerà questa generazione prima che tutto avvenga. Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno».